Dopo le violenze del 17 e 18 ottobre, su WhatsApp, Instagram e Telegram si diffondono messaggi su presunti attacchi alle università, aggressioni sessuali e ronde contro gli stranieri. Le verifiche delle forze dell’ordine non hanno confermato le segnalazioni. Il fenomeno è noto come «fearmongering»: la diffusione, spesso intenzionale, di contenuti che alimentano la paura e
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