Il 2018 sarà l’anno della crisi Renzi-Boschi?

Politica

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Hanno formato un binomio a prova di polemiche che ha marchiato l’ascesa del renzismo ma ora il sodalizio politico tra Matteo Renzi e Maria Elena Boschi ha davanti sfide molto impegnative. I segnali di un possibile divorzio tra i due volti principali del Partito Democratico a trazione giglio magico non mancano.

L’ultimo in ordine di tempo è arrivato con un retroscena firmato da Tommaso Labate sul Corriere della Sera. Nelle prossime elezioni la sottosegretaria dovrà giocarsi il suo futuro politico nello scontro in un collegio uninominale ancora da definire. Mentre gli altri big del governo se ne staranno al sicuro con un posto al sole nel listino proporzionale, Boschi dovrà guadagnarsi la permanenza in Parlamento con i suoi voti. Sembra essere l’unico modo per far digerire al partito la sua candidatura. Al Nazareno il malumore è palpabile. Poco prima di Natale il ministro della Giustizia, Andrea Orlando aveva espresso la necessità di «riflettere» sulla candidatura della Boschi alle elezioni, dopo le polemiche legate al caso Etruria con l’ex premier che si era affrettato a difenderla: «Un politico si fa giudicare dai cittadini quindi saranno le elezioni a giudicare se qualsiasi politico, non solo Boschi debba tornare in Parlamento. È una discussione che non esiste».

Tuttavia prima della pausa natalizia, alcuni parlamentari dem a passeggio in Transatlantico non facevano mistero delle difficoltà incontrate da Renzi per blindare Boschi (nel frattempo diventata protagonista della commissione parlamentare di inchiesta sulle banche) davanti alle lamentele delle altri correnti del Pd. Problemi ce ne erano già stati all’indomani della formazione del governo Gentiloni con Boschi che da ministro per le Riforme diventa sottosegretaria alla presidenza del Consiglio. Passano pochi mesi e dal governo trapela a mezzo stampa l’insofferenza di alcuni ministri per le intrusioni della Boschi in provvedimenti e dossier poco pertinenti con il suo incarico.

Certo non è tutta colpa dell’ex ministra se la stella del renzismo si è appannata e se il partito ha brutti sondaggi. Boschi è anche un capro espiatorio. «Renzi e i suoi in realtà devono ancora fare i conti con i fallimenti di un’intera strategia politica. A cui non hanno mai trovato l’alternativa», come sintetizzato da Marco Damilano sull’Espresso. La rottamazione renziana è stata senza dubbio il fenomeno politico più rilevante della legislatura che si è appena conclusa. Adesso quel modello mostra la corda e se Renzi vuole continuare a essere un peso massimo del sistema politico italiano dovrà dare sostanza e contenuto alla sua opera. Non è detto che il connubio con la Boschi sarà parte di questo progetto.

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