Elezioni, è crisi Pd: delusi e divisi. Cosa hanno in ‘Programma’

Lo ius soli è il primo tema della nuova legislatura targata sinistra? Mica tanto. Di “ius culturae” parla il Pd, nelle linee guida del programma. E “votare LeU fa vincere la destra”. La coalizione Pd non decolla già su un tema che dovrebbe unire più che dividere.

[membership level=”1″]”Scegliere Renzi apre la via alle larghe intese” secondo i “big” di Liberi e uguali e ci mancava l’endorsement di Romano Prodi alla coalizione di centrosinistra. I Dem non vogliono alleati e Pier Luigi Bersani lancia il “voto indispensabile” per evitare le larghe intese: “Renzi ha spianato il centrosinistra nel Pd e alla fine andrà con Berlusconi”. D’altronde il partito macroniano è nella testa dei renziani, da diverso tempo si parla della prospettiva del partito della Nazione come grande riunion di moderati, moderati che andrebbero a occupare quel centro che tanta stabilità aveva donato in passato.

L’interrogativo che assilla un po’ l’ambiente di sinistra è se Renzi uscirà ridimensionato dalle urne sperando nello spoils system e in un nuovo segretario. Anche perché gli altri non staranno a guardare. Scalda i motori Zingaretti: “Attenti a non prendere strade sballate o pericolose: se l’Italia si ributta fuori strada perché si promette questo o quello, fa un gravissimo errore”, è l’avvertimento al pubblico di Uno Mattina di Matteo Renzi.

Al Nazareno intanto cresce l’agitazione per la presentazione del programma (venerdì a Bologna) e di tutti i candidati, a Roma al grido di: “Vota la squadra, scegli il Pd”. In prima linea Paolo Gentiloni e i ministri. “Attenti a non prendere strade sballate o pericolose: se l’Italia si ributta fuori strada perché si promette questo o quello, fa un gravissimo errore”, è l’avvertimento al pubblico di Uno Mattina di Matteo Renzi.

Marco Minniti fa il suo esordio nel collegio di Pesaro, Valeria Fedeli a Pisa. Tante le critiche con Andrea Orlando invita a “mettere da parte l’amarezza” anche perchè nella squadra qualche crepa si mostra e si svela. Si lamenta Ermete Realacci di essere stato lasciato fuori dalle liste Dem a causa della “sottovalutazione della frontiera ambientale”, ma anche per le sue critiche, vissute come “attacchi alla leadership”.

Non piace poi Casini a Bologna, un democristiano rosso non si è mai visto soprattutto perchè prima era blu nella Casa delle Libertà. Comunque lui prova a farsi piacere e attacca il suo rivale Errani con piglio “di sinistra”: “Votarlo è un favore a M5s e Lega”. L’argomento non regge perché “è stato Renzi a non volere coalizioni”, attacca Laura Boldrini.

Insomma è tutto un gran tuonare.

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Questo articolo è stato modificato il 29/09/2019 0:15

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