Patto anti-inciucio FdI, parla Crosetto: “Berlusconi e Salvini stiano in guardia”

Contro il rischio inciucio Fratelli d’Italia è scesa in campo ieri a Roma con una manifestazione disertata da tutti gli alleati del centrodestra. “Ma si può fare campagna elettorale contro i traditori della tua stessa coalizione?” ha attaccato CasaPound. Guido Crosetto, candidato con il partito di Giorgia Meloni, già sottosegretario del Governo Berlusconi e coordinatore di FdI, intervistato da Lo Speciale respinge le accuse ma non manca di punzecchiare gli alleati.

Crosetto, soddisfatto della manifestazione?

“Molto soddisfatto, la risposta dei nostri è stata entusiasta e seria”.

CasaPound ironizza su di voi e scrive: “Ma si può fare campagna elettorale contro i traditori della tua stessa coalizione?”. Come risponde?

CasaPound cerca facile pubblicità insultando chi ha più voti di loro. Il voto per questa gente è un voto sprecato che non serve a nulla”.

Però organizzare una manifestazione contro l’inciucio non è un po’ paradossale? Sembra quasi che diate per scontato che il tradimento dei vostri alleati dopo il voto ci sarà comunque?

“Non diamo nulla per scontato, abbiamo soltanto ribadito la nostra posizione”.

LEGGI ANCHE L’INTERVISTA A CASAPOUND SULL’INCIUCIO

Quale?

“Quella di far prendere un impegno solenne a tutti i candidati a non tradire il mandato elettorale visto quello che è successo nell’ultimo Parlamento. Mi sembra un’iniziativa di buonsenso che ogni partito serio dovrebbe fare, ad iniziare da quelli che hanno avuto un numero consistente di deputati che hanno cambiato casacca”.

Tipo?

“Mi pare che di traditori ce ne siano stati in tutti i partiti, Movimento 5Stelle compreso”

Berlusconi e Salvini però non hanno partecipato. Forse perché hanno capito di essere anche loro nel mirino?

“Ero certo che non avrebbero partecipato. Avevano la loro campagna elettorale. Poi sta a loro garantire che i parlamentari di Forza Italia e Lega non tradiranno dopo il voto. Berlusconi nella passata legislatura si è ritrovato con più del 50% del suo gruppo spostato da un’altra parte. Oltre che per la coalizione dovrebbe preoccuparsi per se stesso”.

Quindi lei mi sta dicendo che non siete preoccupati che i vostri alleati possano siglare inciuci. Berlusconi col Pd e Salvini magari con i 5Stelle?

“Non siamo preoccupati perché siamo sicuri di vincere come centrodestra, poi vedremo. Ad ogni modo saranno loro a dover rendere conto ai loro elettori, non noi”.

Siete sicuri di vincere sulla base di cosa? Avete dei sondaggi che danno il centrodestra sopra il 40%?

“Quelli che girano attualmente indicano il centrodestra come prima coalizione ad un passo dalla maggioranza assoluta dei seggi. E’ l’unico schieramento che può governare”.

Veramente gli ultimi sondaggi pubblicati dai grandi giornali prima che scattasse il divieto di divulgazione, danno per scontata l’ingovernabilità e l’inevitabilità di governi di “unità nazionale”.

“E’ interesse dei grandi giornali sostenere una cosa del genere. Loro non vogliono che ci sia una maggioranza per poi influenzare le future scelte e aumentare così il peso dei loro azionisti sulle politiche del governo. Lo stesso potere che hanno esercitato in questi ultimi anni. A loro non piacciono le maggioranze costruite dal popolo, preferiscono le alchimie politiche sperimentate nei loro laboratori”.

Di fronte ad un quasi certo scenario di larghe intese, non vi conviene in queste ultime settimane di campagna elettorale buttare a mare i vostri alleati e condurre una battaglia autonoma? Alla fine siete i più deboli e non avete tutto l’interesse ad incrementare il vostro peso?

“Guardi, sono Salvini e Berlusconi che cercano di rubare ogni giorno la scena agli altri, ma del resto questo è anche legittimo visto che siamo di fronte ad un’elezione a maggioranza proporzionale. Che poi noi siamo i più deboli, questo è dato dal fatto che siamo nati per ultimi. Ma stiamo crescendo di giorno in giorno. Non ha senso buttare a mare un’alleanza dove noi siamo l’elemento più innovativo. Contiamo di arrivare all’8% per incrementare il nostro consenso e nel contempo quello della coalizione. Poi scusi, siamo contro gli inciuci proprio perché vogliamo vincere con la nostra coalizione e ci stiamo battendo per un risultato che è sempre più a portata di mano, anche grazie al nostro apporto. Incredibilmente in queste elezioni la vittoria è garantita dalla crescita del partito più piccolo”.

Sinceramente, se dovesse scegliere sarebbe più favorevole a sostenere una larga coalizione con il Pd o con il M5S?

Qualcuno all’opposizione in un parlamento democratico ci vuole sempre. il nostro posto, in un caso o nell’altro, sarebbe lì”.

In caso di ingovernabilità tutti si dicono pronti a tornare alle urne. Il passato sta a dimostrare però che pochi sono davvero pronti a rinunciare al seggio conquistato, ad iniziare dai parlamentari di fresca elezione. Non è una presa in giro anche questa?

Per tornare alle urne sarebbe prima necessario cambiare la legge elettorale. Sarebbe assurdo tornare a votare con la stessa legge che non ha fatto vincere nessuno. Per cambiare una legge elettorale ad ogni modo sarebbero sufficienti quindici giorni”.

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Questo articolo è stato modificato il 19/02/2018 13:11

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