Legge Ue copyright in rete, dichiara Sassoli (Pd): “Garantisce autori ed editori”

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E’ scontro sulla nuova legge europea sul diritto d’autore in discussione al Parlamento di Strasburgo. L’Italia si divide tra pro e contro. Il testo, già approvato dalla Commissione giuridica, è stato giudicato molto pericoloso invece dagli operatori di rete e Save The Internet ha promosso una petizione per sensibilizzare i parlamentari europei a non approvare la legge.

Due articoli in particolare, l’11 e il 13, sono ritenuti dannosi dalla rete per ciò che concerne la libera circolazione delle notizie via web.

L’articolo 11 (cosiddetta link tax) costringerà chiunque utilizzi snippet di contenuti giornalistici online ad ottenere una licenza dall’editore, rendendo fuori legge gli attuali modelli di business della maggior parte degli aggregatori e delle app di notizie secondo i detrattori della legge.

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E l’articolo 13, definito “macchina per la censura”, che renderà invece le piattaforme online responsabili del monitoraggio del comportamento degli utenti per fermare le violazioni del copyright (del diritto d’autore), portando inevitabilmente a filtrare tutti i contenuti e offrendo, sempre secondo le polemiche, una ghiotta occasione per censurare le notizie “scomode”.

Da qui quindi l’appello online dei navigatori per non approvare il testo uscito dalla Commissione che per molti potrebbe rappresentare “la morte di internet”. In Italia su iniziativa di Claudio Messora è stata lanciata una petizione per chiedere al Parlamento Ue di bloccare il provvedimento che ha già ottenuto tantissime adesioni.

Ma è davvero una censura celata o si sta abbaiando alla luna?

Mentre la rete si divide, Lo Speciale aveva provato a contattare alcuni rappresentanti dell’Italia a Strasburgo per conoscere meglio la legge e capire le loro opinioni su questo provvedimento.

Quelli che siamo riusciti a contattare ci hanno indirizzato ai loro portavoce e hanno declinato l’intervista al momento.

Soltanto l’europarlamentare del Pd David Sassoli ha accettato di inviarci una dichiarazione per farci sapere come la pensa. “Il risultato del voto in Commissione giuridica dello scorso 20 Giugno a Bruxelles – commenta il vicepresidente del Parlamento europeo – è stato molto importante poiché è riuscito ad assicurare un testo con maggiori garanzie a favore degli autori e degli editori. Questo risultato impone infatti ai Grandi operatori della rete il principio di responsabilità sui contenuti protetti da copyright promossi attivamente sulle loro piattaforme e ambisce a ridurre il “value gap” favorendo la parte più debole nei rapporti contrattuali ovvero i creatori, i piccoli e medi editori e i produttori. In questo senso è necessario rafforzare la qualità e l’indipendenza autoriale e giornalistica, grazie a maggiori garanzie d’investimento per gli editori “.

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