Riparte il tentativo di legalizzare le cosiddette droghe leggere. E le polemiche

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Riparte il tentativo di legalizzare le cosiddette droghe leggere? Sarebbe stata ripresentata la proposta di legge di Giachetti e Della Vedova, un tentativo che già col governo Renzi era stato portato avanti senza un nulla di fatto finale. Allo stesso tempo, Marco Silvestroni di Fratelli d’Italia, avrebbe appena sottoscritto la proposta di legge per la messa al bando dei green shop.

Sicuramente, col governo giallo-verde la strada della marijuana libera appare in salita, tanto più che è recente l’allarme del Consiglio superiore di Sanità sul prolificare di cannabis shop che vendono prodotti cosiddetti ‘light’. “E’ stato un grave errore” perché questa vendita libera può dare l’idea che “questa droga possa circolare tranquillamente, ma il limite del Thc fissato dalla legge non esclude affatto che ci possano essere effetti psicotropi: anche con un Thc molto basso bastano due o tre spinelli per ‘sballare’, specie per i più giovani con il cervello in fase di sviluppo. Secondo me bisogna intervenire e regolamentare il fenomeno” aveva denunciato Silvio Garattini, membro del Css.

Per Forza Italia, con la riproposta della cannabis libera, si vorrebbe imporre in Italia una pratica che loro intendono “contrastare con tutte le forze sia in Parlamento che nella società”.

“Insistere ancora sul principio droghe leggere – droghe pesanti, dopo i pronunciamenti di autorevoli scienziati, ci appare davvero incredibile. Esistono le droghe, punto, che fanno male e il cui uso, produzione e commercializzazione devono rimanere vietati” ha dichiarato il senatore Massimo Mallegni, vicepresidente del Gruppo di FI.

Questa è la nostra posizione da cui non intendiamo arretrare di un millimetro e auspichiamo che il governo e la maggioranza che lo sostiene abbiano un atteggiamento univoco e aderente alla nostra visione. Intanto, presenteremo al governo attraverso atti parlamentari la richiesta, come auspicato dal Consiglio superiore della sanità, di impedire la vendita anche della cosiddetta cannabis light“, ha concluso il parlamentare forzista.

E’ sempre stata poi opinione del prof Alessandro Meluzzi poi, psichiatra con esperienze di comunità di recupero e accoglienza, che la cannabis faccia molto male in sé. Che sia privata, di Stato o legale, per lo psichiatra, si tratta di un potente psicodislettico che nei dosaggi comunemente assunti sarebbe in grado di produrre effetti psicotizzanti e allucinogeni. Se può essere efficace nella cura dei malati terminali, su un quindicenne sano sarebbe capace di danneggiarne il cervello e un quindicenne non può essere assimilato a un malato terminale è la usa opinione.

E sono di oggi i dati della Sinpia, la società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, che avverte sull’aumento complessivo degli utenti di neuropsichiatria infantile è stato pari al 45%, mentre negli ultimi due anni si è registrato un aumento delle emergenze psichiatriche degli adolescenti con un +21% degli accessi al Pronto Soccorso e un +28% di ricoveri annui. “Ci sono tanti fattori che hanno contribuito a questo incremento esponenziale di ricoveri psichiatrici fra gli adolescenti- ha dichiarato Maria Scalise, dell’Omceo Roma- Uno di questi è sicuramente l’abuso di cannabis che rende più fragili i ragazzi, più irritabili e meno inclini a parlare di valori. Un’altra causa sarebbe il rapporto morboso con Internet che spesso mostra modelli che portano i ragazzi a fare scelte estreme, li sottopone alla visione continua di atti violenti”.

Chissà Salvini e Di Maio come la pensano.

 

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