Savona indagato, parla Rinaldi: “Atto dovuto. Ma la notizia arriva dopo quell’intervista”

Interviste

Il ministro degli Affari Europei, Paolo Savona, risulterebbe indagato a Campobasso nell’inchiesta del pm Rossana Venditti che coinvolgerebbe altre ventidue persone per presunta usura bancaria. Savona all’epoca dei fatti contestati era al vertice di Unicredit, dove siedeva a seguito della fusione con Capitalia. Una notizia che inevitabilmente sta facendo molto rumore ma che, secondo l’economista Antonio Maria Rinaldi, animatore del sito Scenari Economici che Savona lo conosce molto bene, si potrebbe sgonfiare molto presto. Lo Speciale lo ha intervistato. Secondo quanto riporta l’Ansa il nome del ministro Savona risulterebbe presente nell’atto della Procura della Repubblica di Campobasso relativo alla richiesta di proroga dei termini di durata delle indagini preliminari nell’inchiesta relativa ai parchi eolici di Molise, Puglia e Campania.

Ha sentito la notizia dell’indagine per presunta usura bancaria contro il ministro Savona? Che ne pensa?

“E’ notorio anche ai meno addetti ai lavori, che chiunque abbia ricoperto cariche di rappresentanza legali in qualsiasi banca italiana, è soggetto ad atti dovuti come quello che riguarderebbe Savona. Va anche detto che questi provvedimenti scattano solitamente nel momento in cui un’azienda o un qualsiasi cittadino che ha già un procedimento di rientro da parte di una banca, si appella contro sequestri o pignoramenti e per poterlo fare deve avanzare delle motivazioni. E la motivazione più gettonata è solitamente quella di accusare l’istituto di credito di aver applicato tassi da usura. In questo caso viene accolto l’appello, ma nel contempo vengono anche indagati i responsabili della banca. Nella stragrande maggioranza dei casi le inchieste contro i vertici bancari si sono risolte con l’archiviazione del procedimento perché il fatto non sussiste. Lo stesso Savona, per le stesse identiche accuse, è già stato assolto da altre procure”.

Questo ora non pensa potrà creare imbarazzo nel Governo ?

“Quello che sconcerta di più è che questa vicenda venga ora utilizzata da certa stampa per gettare discredito su un Ministro che sta lavorando molto bene. Poiché evidentemente non si riesce a contestarlo dal punto di vista tecnico, i media cercano di squalificarlo prendendo a pretesto un atto dovuto della magistratura che non sta a dimostrare nulla”.

Perché secondo lei?

“Non bisogna meravigliarsi più di tanto se questa notizia arriva all’indomani dell’intervista in cui Savona enunciava la possibilità di poter utilizzare  la medesima entità del surplus della bilancia commerciale estera, pari a 50miliardi, ossia il 2,7 del Pil anche per gli investimenti pubblici produttivi. Molti titolatissimi accademici hanno addirittura ipotizzato che l’intenzione di Savona fosse quella di procedere al celebre “esproprio socialista” togliendo i vantaggi di questo surplus direttamente dalle casse delle società. Il ragionamento macro economico di Savona è invece il seguente: visto che c’è questo tipo di surplus, l’Unione Europea ci dia la possibilità di impiegare le stesse identiche risorse per attivare quegli strumenti che consentono di fare investimenti pubblici produttivi, senza che vengano considerati nell’ambito del deficit. Sostenere improbabili espropri socialisti significa, o avere grosse lacune in macro economia, o essere palesemente in malafede. La verità è che Savona sta cercando di fare ciò che altri non si sono mai immaginati di poter fare e questo forse sta facendo ritenere ai media di non avere altra arma per combatterlo che riempirlo di fango”.

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