Milano-Cortina 2026, non è il modello-Expo, ma un miracolo italiano

E’ una verità indiscutibile: quando siamo uniti vinciamo. E il punto è proprio questo. Da decenni non siamo un paese unito. Prevalgono sempre interessi di bottega, interessi di partito, logiche di potere, disegni lobbistici, visioni frutto di centri occulti, diretta emanazione di centri più grandi, quasi sempre mondialisti.

Dietro le dichiarazioni altisonanti che ieri si sono registrate sulla decisione di Losanna, dal Pd all’estrema sinistra, da Fi ai governatori delle Regioni interessate, c’è in realtà una certa delusione. La vittoria come è normale, se la intesterà l’attuale governo Conte e i due odiati Dioscuri, Salvini e Di Maio.
E di fronte a tale prospettiva lo sport passa in second’ordine. Palazzo Chigi gialloverde non deve vincere, altrimenti vince il pericoloso fascistoide, xenofobo e omofobo nazionalismo italiano che usa le olimpiadi per dimostrare che il primato degli italiani, nella storia passata e presente, è reale e concreto. Scandalo: siamo una potenza forte, sia dal punto di vista economico (basta risollevarsi), sia dal punto di vista culturale.

E ciò contrasta con i desiderata laicisti, cosmopoliti, universalistici, umanitari, della sinistra, dei liberal e dei radical nostrani, che vogliono sempre un’Italia dimessa, mediocre, piena di sensi di colpa (la mistica del debito pubblico), al servizio di cause superiori (la globalizzazione, la Ue, l’umanità, ad esempio, contro le politiche leghiste sull’immigrazione), una landa deserta di anziani (a causa della mancanza di politiche per la famiglia, si legga la denatalità), da surrogare con i migranti (si legga l’etno-sostituzione), risorsa economica e pensionistica. Un’economia fiaccata che non può uscire dall’euro e che addirittura dovrebbe attingere da prostituzione e droga (da inserire nel pil).

Si tratta dell’“anti-Italia” sempre militante e presente da noi. Quel sentimento ideologico che oscilla tra l’ostilità verso qualsiasi sussulto nazionale e patriottico (salvo che nel calcio) e l’esterofilia (sono perennemente migliori gli altri).

Un’anti-Italia che dopo la nascita del governo Conte, si è mobilitata per distruggere questo originale e inconsueto modello politico (populista-sovranista), non concedendogli tregua: non c’è giorno che tv e giornali, opposizione vera e strategica, non si impegnino a fare il pelo alle scelte di Palazzo Chigi. Una mobilitazione mediatica e pregiudiziale mai vista con gli altri governi. Salvo in alcuni momenti della gestione-Berlusconi.
Invece il sogno è realtà: Cortina e Milano ospiteranno le olimpiadi del 2026. E ci dispiace per il modello-Expo di Sala, sarà al contrario, il modello-Italia.

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Questo articolo è stato modificato il 25/06/2019 9:21

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