“La scelta antitumore”, contro ogni censura il metodo Di Bella in un libro di successo

Politica

Ricordate il professor Luigi Di Bella? Era il medico che alle porte del nuovo millennio, sul finire degli anni novanta del secolo scorso, individuò una terapia alternativa per la cura dei tumori, che in poco tempo, grazie alla popolarità acquisita nel campo sanitario, assunse il nome di “Metodo Di Bella”.

Il professor Di Bella iniziò le sue ricerche già nei primi anni sessanta del novecento, sperimentando la sua cura su alcuni pazienti. Nel 1977 introdusse nella sua multiterapia l’uso della somatostatina, un ormone polipeptidico prodotto dall’ipotalamo, dal pancreas, dal tratto gastro-intestinale e da cellule del sistema dell’apparato digerente, allo scopo di curare anche i cosiddetti “tumori solidi”. Secondo il professore avrebbe dovuto inibire il rilascio di fattori di crescita che vengono usati anche dalle cellule cancerose per moltiplicarsi e condurre il loro ciclo vitale. 

Sono stati numerosi i pazienti che hanno dichiarato negli anni di essere guariti grazie alle cure del professor Di Bella, nonostante la bocciatura della comunità scientifica che ha definito il metodo “inefficace e totalmente privo di validazione”.

Nel 1998 sotto la spinta dell’opinione pubblica, e in virtù della nascita di un vasto movimento a sostegno del riconoscimento ufficiale della cura, il Ministero della Salute all’epoca guidato da Rosy Bindi, diede il via libera alla sperimentazione del metodo ma senza successo. I risultati bocciarono la terapia che fu ancora una volta definita “priva di efficacia”. Sperimentazione che, come ebbe modo di denunciare lo stesso Di Bella, sarebbe stata condotta in modo molto fazioso, con il chiaro obiettivo di smontarne a priori la veridicità.

Nonostante la comunità scientifica abbia continuato negli anni a bocciare la validità delle cure, i riflettori intorno al “caso Di Bella” non si sono mai spenti, e in molti sostenitori è maturata la convinzione che in realtà, alla base del rifiuto di riconoscere come efficace il sistema terapeutico, vi sia stato un pregiudizio contro lo stesso Di Bella.

I riflettori sono tornati ad accendersi nuovamente oggi grazie al figlio Giuseppe, autore del libro La Scelta Antitumore edito da Macro edizioni e Uno editori.

Il libro in pratica rilancia l’efficacia del metodo Di Bella nella cura dei tumori, ed è anche un duro atto d’accusa di Giuseppe Di Bella, anche lui medico, nei confronti di tutti coloro che, negli anni, hanno fatto la guerra a suo padre, ostinandosi a disconoscere l’efficacia di una terapia che, a detta dell’autore, continuerebbe a salvare vite umane.

Giuseppe Di Bella evidenzia le cause che sarebbero state alla base della guerra della comunità scientifica nei confronti del padre. Cause che sarebbero da ricercare unicamente, come ha detto lui stesso in un’intervista, “nella totale incapacità (del padre appunto, ndr) di ingraziarsi i potenti e procacciarsi protettori eccellenti, d’inserirsi nelle mafie di potere”. A ciò, prosegue l’autore, va anche aggiunta “la sua repulsione istintiva al servilismo, al compromesso, all’adulazione, alla disonestà, unitamente ad un carattere schivo e al vizio imperdonabile di usare la parola per esprimere il proprio pensiero e non per dissimularlo”.

Tutto questo avrebbe penalizzato la sua carriera “così come le meschinità e le invidie per i risultati clinici e scientifici conseguiti. Come tanti tra quelli che lo conobbero e frequentarono ho avuto sempre netta la percezione che la vastità e la profondità delle sue conoscenze nelle scienze matematiche e nella chimica, farmacia, medicina, biologia, fisica, fossero totalmente al di sopra delle comuni capacità e inarrivabili per chi non fosse dotato d’intelletto e volontà superiori”.

Chi ha memoria di quegli anni in effetti non può non ricordare le critiche di tanti esperti, invitati nei vari programmi televisivi a spiegare perché non considerassero valide le ricerche e le sperimentazioni del Di Bella. Molti di questi, più che contestare nel merito la cura, sembrarono interessati a smontare la credibilità dello stesso Di Bella sul piano delle competenze scientifiche, fino a dipingerlo in alcuni casi come un ciarlatano o peggio un apprendista stregone.

Tornando al libro, Giuseppe Di Bella spiega chiaramente di averlo pubblicato “per documentare come i principi della prevenzione e cura del MDB (Metodo Di Bella) siano ormai ampiamente validati dalle maggiori banche date biomediche mondiali, ma anche per denunciare che oggi il reale fallimento della cura e della terapia del cancro è essenzialmente politico e responsabilità dei circoli di potere che pretendono di asservire la vita e la salute della gente ai loro interessi”.

Nel testo, che nelle librerie è già in cima alle classifiche dei libri più venduti, non c’è però soltanto un atto d’accusa contro quanti hanno ostacolato e continuano ad ostacolare lo sviluppo del metodo Di Bella.

L’autore, che continua da anni il lavoro del padre, mostra in che cosa consista oggi la terapia e quali siano i risultati concreti supportati da una dettagliatissima letteratura scientifica supportata, oltre che da testi scritti, anche da tanta documentazione digitale extra. Il lettore quindi potrà capire in modo approfondito in cosa consita davvero la multiterapia dei tumori, qual è realmente l’importanza dell’alimentazione e dell’ambiente per la prevenzione e la cura, quali sono gli agenti cancerogeni interni all’organismo e quali quelli esterni che possono essere pericolosi per la salute, le possibilità concrete di abbattere l’incidenza, contrastare l’insorgenza e la progressione del tumore.

“Questo libro nasce per diffondere il suo metodo – spiega Giuseppe Di Bella con riferimento al lavoro del padre – la sua concezione terapeutica, realizzare il suo obiettivo primario: sollevare dalla disperazione e dalla sofferenza possibilmente dalla morte, ridare fiducia e sorriso a tanti sofferenti disperati, riportando la medicina dall’attuale deriva commerciale e speculativa all’antica dignità di arte etica, ippocratica, spirituale, unica via che attraverso la verità porta alla vita”.

Lo scorso fine settimana il libro è stato presentato al Salone Internazionale del Biologico e del Naturale (SANA) che si è tenuto a Bologna presso lo stand espositivo allestito da Macro edizioni con una larghissima partecipazione di pubblico.

Come detto, nonostante l’opposizione e l’ostilità della comunità scientifica, l’attenzione intorno alla cura Di Bella e alla sua possibile efficacia continua ad essere molto alta, a dimostrazione di come sempre più spesso nell’opinione pubblica sia forte la convinzione dell’esistenza di una “dittatura del pensiero unico” presente e consolidata ormai in ogni ambito, sia esso culturale o scientifico. E anche in campo medico, l’ossessiva opposizione a terapie alternative bollate come inefficaci e prive di validazione nonostante risultati apparentemente positivi, rischia di produrre il classico effetto boomerang. Perché il No a tutto ciò che va contro il pensiero dominante sembra assumere sempre più i contorni dell’inquisizione”, specie dove una “narrazione altra” sembrerebbe mettere in discussione le certezze e le convinzioni di chi, intorno a queste, ha costruito la propria posizione dominante.

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