Centrodestra, Becchi: “Caro Salvini la tattica non basta più. Ecco cosa serve”

Dopo la manifestazione del centrodestra in piazza San Giovanni molti si stanno chiedendo se Salvini abbia o no archiviato il sovranismo. Certe sue dichiarazioni, come quella contro l’uscita dall’euro, sono state lette in questa ottica soprattutto dai settori più euroscettici del Carroccio. C’è chi teme che il ricompattamento del centrodestra in nome della comune opposizione al governo Conte 2, possa in qualche modo annacquare le posizioni sovraniste in favore di una riproposizione di una coalizione più liberale e più europeista. Ne abbiamo parlato con Paolo Becchi, filosofo sovranista e autore di Italia Sovrana, libro che è stato in parte una sorta di manifesto della Lega alle ultime elezioni europee.

Teme anche lei che il ricompattamento del centrodestra possa compromettere la battaglia sovranista della Lega?

Il problema c’è, inutile nasconderlo. Tuttavia mi pare che Salvini non abbia parlato di centrodestra vecchio modello e abbia preferito usare il termine ‘coalizione degli italiani’. Quella di San Giovanni era una manifestazione della Lega alla quale sono stati poi invitati anche gli alleati con cui ci si è presentati alle ultime elezioni politiche. Mi pare chiaro che non si andrà ad una semplice ricomposizione del vecchio schieramento”.

Da cosa lo deduce?

Appunto dal fatto che nel suo discorso, la parola centrodestra Salvini non l’abbia pronunciata neanche una volta. Ha capito chiaramente che non può andare avanti da solo e che ha bisogno di alleati, ma non dimentichiamo che adesso il leader è lui. Il fatto che abbia parlato di ‘coalizione degli italiani’ sta a significare proprio la volontà di andare oltre il vecchio modello di centrodestra che rischierebbe di perdere l’eventuale sfida con un nuovo e diverso centrosinistra fondato sull’asse Pd-M5S. Il nuovo alla fine vince sempre sul vecchio e Salvini lo sa”.

Però alcuni segnali ci sono stati, per esempio la dichiarazione sull’euro. Dicendo che la Lega non è per l’uscita dall’unione monetaria, non ha di fatto eliminato un cavallo di battaglia del sovranismo?

“Mi pare che quelle dichiarazioni siano state rettificate. Salvini ha chiarito di non aver mai detto quelle cose che i giornali gli hanno messo in bocca e che hanno creato malumori. E’ chiaro che uscire dall’euro da soli non è possibile, ma su questo siamo tutti d’accordo. Ciò non significa che non se ne possa discutere. Ma al di là di queste dichiarazioni ciò che manca al centrodestra mi sembra sia un progetto politico per il futuro”.

Non lo ha percepito nella piazza di San Giovanni?

La Lega nei sondaggi continua ad avere oltre il 30%. Adesso sta all’opposizione e ha quindi gioco facile nel criticare quello che questa strampalata maggioranza sta mettendo in campo. Ma se si dovesse andare presto ad elezioni, quale proposta di governo offrirebbe al Paese? Io ritengo che si debba ripartire dalla battaglia contro il Fiscal Compact, ovvero l’abolizione del pareggio di bilancio europeo, e dalla revisione dei trattati che fino ad oggi hanno governato l’Unione europea. Lo si può fare anche attraverso toni più moderati, ma se non si parte da qui inutile pensare di poter governare l’Italia. Va bene non insistere troppo con la battaglia per l’uscita dall’euro, ma non si può rinunciare in nessun modo a cambiare questa Europa e i suoi meccanismi. Non vedo sinceramente un progetto complessivo di sviluppo e di trasformazione del Paese. Il vecchio centrodestra univa la rivoluzione liberale di Forza Italia con il federalismo della Lega. E oggi?”

E oggi?

Oggi quel modello non funziona più, serve ripensarne uno nuovo e completamente diverso al passo con le sfide che abbiamo davanti. Io insisto nel sostenere che questo nuovo modello deve passare attraverso la rivoluzione sovranista”.

Ma c’è Forza Italia che non vuole sentir parlare di sovranismo. E quindi?

E’ Berlusconi oggi ad aver bisogno di Salvini, non viceversa. E’ stata Forza Italia ad unirsi alla piazza di San Giovanni. I rapporti di forza si sono ribaltati, Berlusconi ormai è un leader in declino che senza la Lega è finito. Il pallino in mano lo ha Salvini ed è lui che deve ricostruire un nuovo modello. Ma io purtroppo non lo vedo. Anche la battaglia sul presidenzialismo, così come impostata, senza una radicale riforma costituzionale non mi sembra destinata al successo. Poi questa è una battaglia storica di Fratelli d’Italia, la Lega mi pare arrivare in ritardo. Salvini  deve studiare, non può vivere di sola tattica”.

Sinceramente, non era preferibile mantenere l’alleanza gialloverde per rompere il bipolarismo centrodestra-centrosinistra e andare verso un modello realmente sovranista?

“Probabilmente sì, la caduta del governo gialloverde è stata una grande sconfitta, perché quell’esperimento poteva davvero rappresentare una grande speranza di cambiamento per gli italiani. Invece si è subito approfittati di quella che è stata un’ingenuità di Salvini per farlo saltare. Lo spiego bene nel mio ultimo libro ‘Ladri di democrazia’ scritto a due mani con Giuseppe Palma che racconta chiaramente cosa è accaduto ad agosto”.

Pensa che questo governo potrà durare?

Non lo so, mi pare che l’unico risultato che hanno ottenuto con il ribaltone estivo è di aver rimesso Matteo Renzi al centro della scena politica. E’ lui che determina le sorti del governo, c’è poco da dire. Se l’obiettivo era quello di creare un nuovo centrosinistra, mi pare che l’obiettivo sia molto lontano dall’essere raggiunto”.

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Questo articolo è stato modificato il 22/10/2019 13:41

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