Francesca Totolo: “Io tra le spie di Mosca? Dico solo che Putin è leader che ci vuole”

“Non sono una spia di Putin”. Francesca Totolo, meglio conosciuta in rete come la “Dama sovranista”, collaboratrice de Il Primato Nazionale, autrice del libro inchiesta “Inferno Spa” pubblicato dalla casa editrice “Altaforte” dove mette in luce quello che a suo giudizio è il giro d’affari che si nasconderebbe dietro l’immigrazione, è finita al centro di un’inchiesta della trasmissione Report. In pratica la Totolo, seguitissima sui social, sarebbe stata accusata di essere una sorta di “agente putiniano” in Italia, addetta a fabbricare disinformazione veicolando fake news utili alla propaganda sovranista attraverso la creazione di troll. Una tesi che la diretta interessata, intervistata da Lo Speciale, respinge totalmente pur rivendicando il diritto di sostenere le posizioni sovraniste e putiniane alla luce del sole.

Come si sente ad essere etichettata alla stregua di una “spia di Putin” in Italia?

A dire il vero si tratta di un’accusa vecchia, partita tempo fa con un articolo su un noto quotidiano nazionale, il quale per screditare le mie inchieste sul traffico dei migranti e sull’attività di varie Ong, sosteneva che ero inserita nei circuiti di Mosca. Ora è arrivato il servizio della trasmissione Report a rilanciare quest’accusa totolamente destituita di ogni fondamento. Gli unici rapporti che ho avuto con i russi sono passati per alcune interviste che ho rilasciato, per altro a titolo gratuito, all’agenzia di stampa Sputnik interessata ad approfondire le mie inchieste. Da qui a dire che sono una spia di Putin certo ce ne corre. Poi per quanto riguarda l’accusa di possedere dei followers sospetti mi pare sia un problema generale, non certo di Francesca Totolo, ma soprattutto di chi sui social ha come missione proprio quella di screditarmi” .

Si è spiegata perché tanto interesse a screditare tutti quelli che come lei sostengono posizioni sovraniste e non fanno mistero di nutrire simpatie nei confronti della Russia e di Putin?

“E’ il solito gioco della sinistra. Quando perde le elezioni invece di riflettere sulla distanza che ormai la separa dal mondo reale, deve inventare dei mostri, per dimostrare che la sconfitta non avviene per demeriti propri ma per colpa dei complotti degli altri. Ecco quindi che in America si sono inventati il Russiagate per giustificare la sconfitta dei democratici, mentre in Italia la colpa del successo delle forze sovraniste sarebbe delle spie di Putin, dei fascisti, dei nazisti ecc. Poi mi spiega che vantaggio avrebbe Putin a finanziare una come me che si occupa prettamente di immigrazione? Io non faccio politica, faccio un lavoro di inchiesta alla luce del sole che può piacere o meno, ma che non ha nulla di oscuro o di illegale”.

Sinceramente, ma lei ammira o no Putin?

Questo è un altro discorso. Certo che lo ammiro. Lo ammiro perché, come ha fatto anche Orban in Ungheria, ha messo al bando le organizzazioni non governative finanziate da chi sappiamo e accusate di destabilizzare il Paese delegittimando i governi in carica con vere e proprie operazioni di manipolazione di massa. E’ ciò che a mio giudizio dovrebbero fare tutti i Paesi europei. Poi di Putin condivido la politica in favore della natalità, per contrastare il calo demografico che in Europa invece si pensa di combattere favorendo l’immigrazione e la sostituzione etnica dei popoli occidentali”.

Ferma, qui potrebbe scattare l’accusa di diffondere fake news?

“Nessuna fake news, è tutto messo nero su bianco nel Rapporto delle Nazioni Unite dell’anno 2000 dove si parla esplicitamente di ‘immigrazione sostitutiva’ quale strumento utile a fronteggiare l’invecchiamento e il declino della popolazione del vecchio continente. Si fa riferimento alla necessità di far arrivare in Italia 6500 migranti su ogni milione di abitanti all’anno. Facendo due conti appare evidente come nel giro di cinquant’anni la sostituzione etnica possa dirsi completata”.

Insomma non è una spia di Putin, ma viva Putin verrebbe da dire?

Putin può rappresentare soprattutto un modello per chi vuole difendere e conservare l’identità dei popoli messa a rischio da una visione mondialista spacciata come dogma o pensiero unico. Un altro mondo è invece possibile e noi difendiamo proprio il diritto a credere e lottare per questo. Pazienza se poi ci gettano addosso il fango. Sarebbe opportuno magari che non lo si facesse con i soldi dei contribuenti che pagano il canone alla Rai”.

Questo articolo è stato modificato il 06/11/2019 11:16