Parla Alessandro Meluzzi: “Mes e Sardine, dietro c’è l’Europa”

“Firma a inizi 2020, non c’è bisogno di modifiche al testo”. Lo ha detto il presidente dell’Eurogruppo Mario Centeno con riferimento al progetto di riforma del Mes (il Meccanismo europeo di stabilità) che sta movimentando in questi giorni il dibattito politico in Italia spingendo la maggioranza di governo ancora una volta sull’orlo della crisi. Il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, al termine della riunione dell’Eurogruppo, ha invece commentato: “Giornata lunga ma positiva, è stato definito un accordo di principio che dovrà essere finalizzato in linea con le procedure nazionali, quindi non è finalizzato stasera”. Insomma, resta il nodo intorno all’inemendabilità del testo. Intanto in Italia la maggioranza traballa dopo la presa di posizione del M5s che ha definito invotabile la riforma del fondo Salva-Stati, chiedendo modifiche e mettendo chiaramente in difficoltà il premier Conte che sperava di chiudere la partita senza grandi scossoni per il governo. Come finirà? Lo abbiamo chiesto al professor Alessandro Meluzzi, psichiatra, scrittore e opinionista televisivo, da sempre molto critico con l’Europa e i suoi meccanismi.

Sul Mes chi è che non la sta raccontando giusta?

Vede, questa vicenda sta a testimoniare un passaggio di stagione politica e un cambio di rapporto fra la politica italiana e quella europea. In altri tempi, quando c’erano i governi del Pd, e mi riferisco a quelli guidati da Renzi e Gentiloni, la riforma del Mes sarebbe probabilmente passata inosservata, nel senso che sarebbe apparso del tutto scontato il fatto che le decisioni venissero prese al di fuori dell’Italia. Oggi non è più così. Questo documento è altamente dannoso per il nostro Paese e rivolto strutturalmente, a mio giudizio, a salvare le banche tedesche gonfie di titoli tossici. Il risparmio privato italiano come si sa è molto elevato e le banche tedesche notoriamente sono molto più indebitate delle nostre. Il meccanismo è molto semplice: si portano via più di 100 miliardi di euro agli italiani e si dirottano in un fondo da cui saranno poi travasati, attraverso un sistema di vasi comunicanti, nelle banche tedesche. Come avvenuto per la Grecia, quando gli aiuti del fondo sono serviti unicamente a pagare le banche prestatrici. Un altro salasso contro gli italiani che si vedranno svuotati i conti, con l’obiettivo finale di portargli via anche gli immobili. Questo il vero disegno dell’Europa. Obbligare gli italiani, indebitati fino al collo, disoccupati e senza soldi, a cedere anche le case ai fondi immobiliari europei pagando l’affitto”.

Il premier Conte però, intervendo in aula, ha smentito tutto questo e ha parlato di un grande inganno nei confronti degli italiani ad opera della propaganda di Salvini e della Meloni. Come risponde?

Conte in realtà si è trovato spiazzato dal fatto che questo disegno è venuto alla luce. Così, da avvocato del popolo, rischia di ritrovarsi nelle vesti di liquidatore fallimentare degli italiani. Il governo ovviamente si trova ora in grosse difficoltà. Il Pd ha visto smascherata la sua politica antinazionale, mentre i 5 Stelle dopo aver per anni sbraitato contro i poteri forti non sanno più che pesci prendere. La verità è che hanno tentato di realizzare questo pericoloso progetto nel silenzio generale”.

Di Maio però si è posto chiaramente in disaccordo con il premier Conte. Siamo in presenza di un gioco delle parti, o il leader dei 5 Stelle è davvero stanco di un Presidente del Consiglio che gli sta sfuggendo di mano?

“Di Maio e i pentastellati forse stanno prendendo atto di cosa sia realmente il Movimento 5 Stelle. Ovvero un movimento creato appositamente per drenare il dissenso di un Paese arrabbiato ed impedire che potesse rafforzare le forze antisistema. Il M5S si è proposto come forza antisistema gridando onestà e legalità, ma poi nei fatti si è rivelato il miglior alleato del sistema stesso e di quei poteri forti dell’Europa che vogliono privare l’Italia della propria sovranità. Lo abbiamo visto chiaramente con le ultime scelte che i grillini hanno fatto nel Parlamento europeo chiaramente rivolte a permettere la sopravvivenza dell’euroburocrazia al potere. Si stanno forse rendendo conto di essere stati utilizzati per interpretare un copione scritto da altri, che si sta rivelando sempre di più una grande finzione, utile a chi in realtà ha sempre perseverato quello che io definisco il grande progetto di privatizzazione dell’Italia. Un progetto antico, sostenuto in primo luogo da quel Beppe Grillo che nel 1992 viaggiava a bordo del Panfilo Britannia che inaugurò in Italia la stagione delle grandi privatizzazioni industriali”.

C’è chi sostiene che anche il movimento delle Sardine rientri nella stessa logica. Ora che il M5s ha esaurito la sua funzione di catalizzatore del dissenso, si sta cercando di indirizzarlo altrove. Condivide?

“Per me anche le Sardine sono una grande finzione. Sono a mio giudizio l’ennesimo prodotto di una pseudo sinistra globalista ed europeista che, avendo preso atto che il marchio Pd è ormai logoro, sta inventando qualcosa di apparentemente innovativo. Una volta si chiamano popolo viola, un’altra volta girotondi, adesso Sardine, di volta in volta riemerge questa capacità di camuffamento utile ad attirare vecchi partigiani, giovani dei centri sociali, signore progressiste, chiamati a riempire le piazze e dare l’illusione che il popolo spontaneamente si stia ribellando. Non contro la minaccia della mafia nigeriana che grazie ad un’immigrazione di massa incontrollata sta facendo liberamente i suoi affari con il traffico della droga e della prostituzione, non contro la minaccia di svuotamento del capitale degli italiani, ma contro il pericolo fascista che non esiste. Mi sembra tutto un grande carnevale, cui però non crede più nessuno”.

Chi staccherà per primo la spina al governo?

Sono molto scettico su questo. Un uomo come Franceschini, che viene dalla vecchia scuola democristiana e dorotea, ha detto che è sempre meglio campare che crepare, come del resto diceva la vecchia volpe Giulio Andreotti. Quindi sono convinto che questa maggioranza tenterà di resistere il più a lungo possibile pur di non andare incontro a morte certa con il voto anticipato. Sopravviverà con ogni forma e con ogni mezzo. Nessuno staccherà la spina, sapendo benissimo che non avrebbero alcuna possibilità di prevalere nelle urne. Non la staccheranno i dem, non la staccheranno i 5 Stelle che sarebbero condannati a scomparire, e non credo potrà staccarla Renzi ora che per altro si trova sotto assedio giudiziario”.

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Questo articolo è stato modificato il 05/12/2019 11:23

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