Sardine, parla Totolo: “Chi sono e come CasaPound le ha smascherate”

Il movimento delle Sardine chiude le porte a CasaPound, dopo che i suoi militanti avevano annunciato la partecipazione alla manifestazione di Piazza San Giovanni a Roma. In realtà, a dire che anche quelli di CasaPound potevano unirsi, era stato uno degli animatori delle Sardine di Roma, Stephen Ogongo, con il fine di evidenziare come il loro essere apolitici portasse a non escludere nessuno. Ma ecco che subito è arrivata la presa di distanza pubblicata sulla pagina Facebook del movimento: «Le piazze delle Sardine si sono fin da subito dichiarate antifasciste e intendono rimanerlo – si legge sul post firmato dai quattro fondatori- Nessuna apertura a CasaPound, né a Forza Nuova. Stephen Ogongo ha commesso un’ingenuità». Un’ingenuità che la dice lunga su come le Sardine non abbiano propriamente le idee chiare. Ne abbiamo parlato con Francesca Totolo, collaboratrice de Il Primato nazionale che le Sardine è andata a scovarle una ad una, scoprendo particolari interessanti.

Chi sono le Sardine? Un movimento spontaneo o con grandi manovratori alle spalle?

“Basta andare sui loro profili pubblici per scoprire che,  fra gli animatori più in vista, ci sono persone che hanno fatto o fanno politica nel Pd, o altre che provengono dal movimento del sindaco di Parma Pizzarotti. Anche i più giovani non sono così vergini politicamente come potrebbe sembrare, visto che sono impegnati all’interno dei collettivi studenteschi e universitari della sinistra. Poi c’è il leader Matteo Santori che collabora con la rivista scientifica co-fondata da Romano Prodi insieme ad Alberto Clò, ma giura di non conoscere personalmente l’ex premier. Infine c’è chi chi ha partecipato pure alle Leopolde renziane. Poi parliamoci chiaro: è credibile secondo lei che un movimento spontaneo senza appoggi forti alle spalle, possa affermarsi in questo modo e prendere piede più di un movimento politico organizzato, dall’oggi al domani, con il supporto di certi grandi giornali italiani?”.

Quindi anche lei ritiene che si tratti di un prodotto costruito a tavolino?

“Parlare di movimento apolitico mi sembra francamente una presa in giro. Se fossero davvero apolitici perché non vanno a depositare il marchio? E perché Matteo Santori era in piazza a Bologna all’apertura della campagna elettorale di Stefano Bonaccini, candidato del Pd in Emilia Romagna? Lui ha detto che ci è andato a titolo personale, ma nel momento in cui il tuo volto, diventa il volto di un movimento che si dichiara apolitico, come puoi poi dire di partecipare ad eventi di parte in forma strettamente personale? No via, non regge.”.

Intanto le Sardine hanno chiuso le porte a CasaPound che aveva annunciato la partecipazione alla piazza di San Giovanni. Come commenta?

Anche questa è una chiara dimostrazione di come le Sardine siano tutto tranne che apolitiche. Un loro animatore ha detto che tutti erano ben accetti in piazza a Roma, specificando che non c’erano preclusioni verso nessuno, compresa CasaPound. Forse non si aspettavano che i suoi militanti avrebbero colto al volo l’invito per metterli alla prova e alla fine li hanno smascherati. E’ arrivata infatti immediatamente la netta chiusura dei capi in nome della natura antifascista del movimento. Poi se vogliamo dirla tutta, se fossero veramente apolitici come dicono, canterebbero nelle piazze l’Inno di Mameli e non Bella Ciao. Che, piaccia o no, non è mai stato l’inno nazionale e non ha mai unito gli italiani, ma soltanto quelli di sinistra”.

Già in passato abbiamo assistito alla nascita di movimenti cosiddetti spontanei, pensiamo ai girotondi o al popolo viola. Poi però dopo un momento di grande visibilità mediatica sono scomparsi dalla scena. Sarà così anche per le Sardine?

“Mi permetta innanzitutto di osservare l’anomalia che è alla base della nascita delle Sardine. In tutto il mondo la gente si organizza, anche spontaneamente, per protestare contro il sistema, mentre in Italia queste persone vanno in piazza contro l’opposizione. In pratica vanno a protestare contro chi il potere lo combatte. Il futuro dipenderà da come le Sardine sfrutteranno questo potenziale che stanno acquisendo. Lo faranno fruttare dando vita ad un soggetto politico o si lasceranno fagocitare dai partiti tradizionali? Al momento mi sembra che l’ipotesi più probabile sia la seconda. Ma è evidente a tutti come i partiti tradizionali, una volta utilizzato il capitale portato in dote dai movimenti, passino poi a smontarli quando il loro supporto non è più necessario o può diventare ingombrante”.

Ritiene che le Sardine possano in qualche modo occupare il vuoto lasciato dal Movimento 5 Stelle e intercettare i tanti delusi che, non votando Salvini per ragioni politiche ed ideologiche, non si sentono comunque rappresentati da questa sinistra?

“Penso che gli elettori delusi del M5S non si lasceranno ingannare una seconda volta. Hanno votato Grillo e company credendo che una volta al governo avrebbero cambiato il sistema, scoprendo invece che in poco tempo sono diventati essi stessi il sistema. Quindi penso proprio che ci penseranno due volte prima di ridare fiducia a chi, invece di combattere il potere, si inventa pericoli inesistenti, vedi il fascismo, per poter restare in campo”.

Questo articolo è stato modificato il 11/12/2019 14:28

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