Papa Francesco e Benedetto, lo storico Cardini: “Cosa insegna la storia”

Dopo il polverone suscitato dentro e fuori il Vaticano per l’uscita del libro del cardinale Robert Sarah intitolato “Dal profondo dei nostri cuori”, il segretario del Papa emerito Benedetto XVI, monsignor Gaenswein, ha fatto sapere che Ratzinger ha chiesto di ritirare il suo nome come coautore del volume, oltre che la sua firma dall’introduzione e dalle conclusioni. Nel libro infatti è contenuta una dura critica alla possibilità di poter ordinare preti sposati, eventualità questa che invece ha trovato un’apertura nel recente Sinodo sull’Amazzonia, seppur soltanto in quelle zone del pianeta dove l’ordinazione dei “viri probati” potrebbe rivelarsi essenziale per garantire la sopravvivenza delle comunità cristiane. Inevitabilmente la firma di Ratzinger sul volume, aveva per l’ennesima volta offerto l’occasione ai media per evidenziare una guerra interna alla Chiesa fra i due papi, con l’Emerito indicato quale capofila del fronte conservatore e tradizionalista ostile alle svolte di Bergoglio. Benedetto XVI, chiedendo di ritirare la firma, ha così messo fine alle polemiche che rischiavano seriamente di aprire un fronte di scontro all’interno della Chiesa. Abbiamo chiesto in proposito un commento allo storico Franco Cardini, che conosce a fondo la storia della Chiesa e delle sue dinamiche nel corso dei vari secoli.

Sulla questione del celibato sacerdotale si è aperto uno scontro all’interno della Chiesa in seguito all’uscita del libro del cardinale Sarah, che in un primo momento sembrava scritto a due mani con Benedetto XVI. Poi però il Papa emerito ha chiesto di ritirare la sua firma e la polemica è in parte rientrata. Tuttavia che Ratzinger sia contrario a riformare il celibato è noto a tutti. Ma si può o no aprire ai sacerdoti sposati?

“Innanzitutto dobbiamo sgomberare il campo da alcuni equivoci. Il celibato sacerdotale non è un dogma come da più parti si tenta di far credere. Un dogma è una verità rivelata e come tale indiscutibile. Sono dogmi la verginità di Maria, la resurrezione e ascensione al cielo di Gesù per intenderci. Il celibato è invece una norma pensata nell’undicesimo secolo dai riformatori tedeschi per esigenze di carattere soprattutto economico. Fino ad allora i preti cattolici di rito latino potevano sposarsi, come possono sposarsi quelli di rito orientale, quelli ortodossi o il clero etiope. Ma c’era l’esigenza di tutelare e conservare il vasto patrimonio immobiliare posseduto dagli ecclesiastici che rischiava di essere depauperato finendo nelle mani dei figli del sacerdote. Così fu introdotta la norma del celibato, che non c’entra niente con il voto di castità che fanno i religiosi, monaci e suore. Anche su questo punto la confusione è tanta”.

Sta dicendo in sostanza che se la Chiesa volesse potrebbe effettivamente aprire ai preti sposati?

Come detto si trattò di una norma precauzionale perfettamente legittima e, con la mentalità del tempo, anche giusta. Oggi però la situazione è cambiata. Come allora fu giusto imporre il celibato, oggi in base alle contingenze attuali potrebbe diventare necessaria una riforma dell’istituto, soprattutto se si considera che in alcune parti del mondo i sacerdoti non esistono più, non ci sono più vocazioni, e quindi l’ammissione del clero sposato potrebbe essere una soluzione. Ma ovviamente questa è materia dei canonisti”.

Nella Chiesa però c’è chi si oppone e accusa Papa Francesco di voler distruggere la tradizione. Come risponde?

Se devo essere sincero, molte delle critiche mosse nei confronti dell’attuale pontefice mi sembrano esagerate e a volte puramente strumentali. Come ad esempio la polemica sulle quattro suore domenicane del convento di Marradi in provincia di Firenze che hanno ricevuto l’ordine di abbandonare la struttura e trasferirsi altrove. Tanti negli ultimi giorni hanno attaccato il Papa per questo e si sono scagliati contro il trasferimento delle religiose: ma francamente, che stanno a fare quattro suore sole in un monastero che un tempo arrivava ad ospitarne dieci volte tante? Non è più logico che vadano a vivere in conventi più numerosi? Nella polemica sul celibato sacerdotale vedo da una parte una certa ignoranza, dall’altra una manifesta malafede e in alcuni casi tutte e due le cose mescolate insieme. Chi non sa nulla dovrebbe evitare di intervenire in un dibattito tanto delicato e complesso, ingenerando equivoci e confusione. La storia parla chiaro”.

E dice?

Che la Chiesa in certe circostanze ha agito in una determinata maniera e ha fatto bene a farlo. Poi i contesti storici cambiano e cambiano anche le situazioni che hanno comportato certe scelte. Non si possono alzare barriere dogmatiche su tutto. Dogmi di fede e norme rappresentano piani diversi anche se c’è chi spesso li confonde, per ignoranza appunto o per indurre volutamente gli altri in errore”.

E come commenta la decisione di Ratzinger di ritirare la firma dal libro del cardinal Sarah?

Guardi, devo confessarle di rimanere molto perplesso quando leggo certe dichiarazioni attribuite al Papa emerito. Quando Ratzinger dice di non poter tacere su alcune questioni particolari, mi verrebbe da rispondergli che quello che sta avvenendo nella Chiesa in parte è anche responsabilità sua. Non doveva rinunciare al pontificato, proprio quel gesto dirompente ha creato le condizioni per il verificarsi di tutto ciò che sta avvenendo oggi nella Chiesa. Quindi a mio giudizio non dovrebbe lamentarsi più di tanto di una situazione che, con la sua decisione, ha contribuito a determinare”.

Questo articolo è stato modificato il 15/01/2020 11:52

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