Taglio parlamentari. Quando politica e antipolitica dicono sì è dittatura

5 minuti di lettura

Le meschinità e i paradossi del Palazzo sono tanti e il prossimo referendum sul taglio dei parlamentari è forse la definitiva dimostrazione della vacuità, della falsità e ambiguità sia della politica, sia dell’antipolitica. Una fraudolenta e finta contrapposizione che merita di essere smascherata.

Innanzitutto un concetto generale: i partiti non sono più da tempo agenzie di senso, soggetti valoriali, con un’idea nobile di città, di società, di res publica, ma solo enti commerciali che occupano un brand e si preoccupano unicamente di gratificare il loro target di riferimento, per ottenere e mantenere il consenso (ossia, la poltrona). La speranza che resta a chi crede ancora nella politica con la “p” maiuscola, non è quindi, la coerenza rispetto a idee e programmi, ma almeno, che facciano qualcosa per non deludere il target.
Questa premessa serve per capire le posizioni partitiche in vista del referendum del 20-21 settembre.

Perché hanno detto sì al taglio dei parlamentari quasi tutti i partiti? Non per filosofia o ideologia, ma per precise ragioni di opportunismo politico. Secondo l’aria che tirava allora (l’antipolitica), e successivamente, per non rompere gli equilibri di potere e di governo (la cattiva politica). Prima l’asse Lega-5Stelle, poi l’asse Pd-5Stelle.
Ma credete veramente che alle caste politiche interessi la moralizzazione della vita pubblica, la soppressione dei privilegi, la riduzione degli stipendi? Se hanno dedicato una vita ad appartenere a questo mondo, a questo ceto e a questa professione? Altro che servizio, dedizione disinteressata verso il Paese.

Esempio emblematico, la posizione dei grillini: hanno tradito tutte le loro battaglie identitarie (no vax, no tav etc), si sono rimangiati il no al doppio mandato e ora, oltre a stare ben aggrappati al governo, pensano (grazie al disco verde della piattaforma Rousseau) ad alleanze elettorali stabili con i partiti della vecchia politica, tipo il Pd (quello di Bibbiano e delle caste), e danno lezioni di ortodossia agli altri?

La Lega e Fdi hanno detto sì al taglio dei parlamentari? E’ facile rispondere: non per la buona politica, ma molto più meschinamente, per ragioni di bottega: sono partiti-persona, personali, clan di famigli; hanno tutto l’interesse a un parlamento nelle mani di pochi “dirigenti” controllabili e “affidabili”, con tutti gli altri, deputati e senatori, utili servitori dei capi gruppo, pronti a prendere ordini e spingere pulsanti a comando. Secondo le decisioni delle segreterie. Decisioni prese, a loro volta, a seconda degli umori e delle necessità momentanee dei Capi.

Ecco, questo è il grande motivo “ideale” del sì al taglio dei parlamentari. Secondo l’aria che tirava. Ma forse da qualche settimana, l’aria sta cambiando. Sta cambiando di fronte a un governo che pensa a blindarsi, a eternarsi, strumentalizzando le paure dei cittadini per il Coronavirus; di fronte a un potere sanitario che mira dittatorialmente al vaccino. Disputando una guerra con altri poteri sanitari e usando, ad esempio, argomenti “No-Vax” contro il vaccino di Putin. Ridicolo, pericoloso e inquietante. Una partita “congiunta” politica-sanità, con lo scopo di irreggimentare gli italiani, a suon di Dpcm, e affari d’oro per le mafie istituzionali.

E allora, proprio in questo particolare momento storico, il tema non è il risparmio ma, al contrario, allargare gli spazi di libertà, tutelare le libertà parlamentari, i poteri sovrani della Costituzione. L’esatto contrario del sì al taglio dei parlamentari. Il problema non sono i soldi o gli sprechi, ma la libertà di espressione, la libertà politica e la reale rappresentanza della società, dei territori che il taglio penalizzerebbe.
Meditate gente, meditate.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Articolo precedente

Usa, Melania Trump “Non attacco gli avversari, così si divide il Paese”

Articolo successivo

Tenet, l’ultima attesissima opera di Christopher Nolan arriva al cinema (Trailer)

0  0,00