Luca Marsella (CPound): “No a pass e obbligo vaccinale. Noi in piazza”

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Ristoranti e bar preclusi a chi non sarà vaccinato e non disporrà del pass? La proposta lanciata dal presidente francese Macron sta prendendo piede anche in Italia dove però sono molte le voci contrarie sull’idea di discriminare chi, liberamente, sceglierà di non farsi iniettare alcun vaccino. E non si tratta di essere no vax o negazionisti del virus, ma semplicemente sostenitori di un principio di libera scelta. Come ci spiega Luca Marsella consigliere di Casapound presso il X Municipio di Roma. Casapound è stata in prima linea nei mesi passati a sostegno dei ristoratori costretti a stare chiusi, e che ora rischiano di dover pure cacciare i clienti dai propri locali.

Accesso nei ristoranti, nei bar, nei cinema ecc. soltanto a chi disporrà del pass vaccinale. La proposta di Macron sta trovando consensi anche in Italia. Cosa ne pensa?

“Siamo stati in campo in questi ultimi mesi al fianco dei ristoratori di ‘Io Apro’ danneggiati dalle chiusure, siamo scesi in piazza con le mascherine tricolori per protestare contro la fallimentare gestione dell’emergenza sanitaria da parte del governo. Sui vaccini ovviamente non disponiamo delle necessarie competenze scientifiche, quindi non ci è possibile esprimere una posizione netta in tal senso. Siamo però contrari ad ogni tipo di obbligo e ancora di più all’idea di un pass vaccinale essenziale per poter accedere ai pubblici locali. La libertà individuale deve essere sempre tutelata”.

Sostenere questa posizione comporta automaticamente l’etichettatura di no vax, o peggio di negazionisti del Covid. Come risponde?

“Non siamo assolutamente no vax, e ancora meno siamo negazionisti. Pur non essendo degli esperti sappiamo però con certezza che quelli in circolazione sono vaccini sperimentali e questo ci porta a non essere sicuri della loro efficacia. Ci rifiutiamo di entrare nella logica dello scontro fra no vax e pro vax. La gestione dell’emergenza sanitaria è stata un completo fallimento e non ha tenuto minimamente conto degli enormi danni causati alle imprese che chissà per quanto tempo ancora dovranno pagarne le conseguenze. E siamo per la libertà di scelta di ogni cittadino. Quindi diciamo no all’obbligo vaccinale e al pass obbligatorio”.

Non è paradossale che proprio mentre si parla tanto di combattere le discriminazioni se ne introducano di nuove, come appunto quelle previste per chi non vuole vaccinarsi?

“Gravissimo che si possa pensare soltanto ad ipotesi del genere. Assurdo che sia poi la sinistra ad avanzare certe proposte, loro che accusano sempre tutti gli altri di essere razzisti. In questo caso sono pronti a discriminare chi esercita un proprio diritto, ovvero decidere liberamente se vaccinarsi o meno. Ognuno è padrone della propria vita e libero di decidere cosa è meglio per la propria salute, considerando che poi il vaccino nemmeno mette al sicuro chi lo ha ricevuto, come del resto hanno confermato gli stessi esperti. Per quanto ci riguarda, noi di Casapound saremo pronti a mobilitarci contro questa grave discriminazione”.

Cosa c’è di più preoccupante nella proposta lanciata dal presidente Macron, che sembrerebbe aver ottenuto come primo effetto un incremento delle vaccinazioni?

“Macron ha in pratica confermato che viviamo in una dittatura, dove le decisioni vengono prese dall’alto senza alcuna possibilità di dissentire. Sono mesi che sul Covid vengono adottati provvedimenti senza alcun coinvolgimento del Parlamento, limitando anche il ruolo delle opposizioni. Abbiamo visto violare spudoratamente le regole costituzionali nel silenzio generale, e stranamente in questo caso non valgono neanche più le regole europee che ci sono state sempre imposte come dogmi indiscutibili. Perché anche i trattati della Ue per quanto vessatori, riconoscono comunque come inviolabile la libertà dei cittadini”.

Vede il tentativo di sfruttare la pandemia per cambiare le regole della società, gli stili e le abitudini di vita dei cittadini, le leggi e i diritti, attraverso l’introduzione di nuovi modelli? I progetti del Recovery non sono un campanello d’allarme in questo senso?

“E’ in atto da mesi un controllo sistematico e capillare della popolazione costretta a sottostare a degli obbligi assurdi, come quello di indossare per esempio le mascherine all’aperto. Da oltre un anno stanno prorogando uno stato d’emergenza sanitario che non ha ragione di sussistere di fronte al calo dei contagi. E poi ci sono le risorse del Recovery Fund che vengono stanziate su tutta una serie di progetti, che vanno dall’ambiente all’intelligenza artificiale, alla digitalizzazione, e che nulla hanno a che vedere con la salute. Di fronte a tutto ciò, diventa inevitabile non sospettare l’esistenza di un progetto globale, mirato a cambiare il mondo adeguandolo ad un’unica logica globalista”.

Ci sono polemiche in queste ore sui festeggiamenti seguiti alla vittoria dell’Italia agli Europei di calcio. Perché?

“Mi sembra evidente. Stanno già dicendo che per colpa dei festeggiamenti ci sarà un aumento dei contagi. Ci chiuderanno nuovamente e ci daranno pure la colpa, dicendo che ce la siamo andata a cercare. E’ bastato un solo giorno per dire che i contagi saliranno e che quindi saranno necessari nuovi provvedimenti. Alcuni media in pratica lo danno già per scontato, manco avessero la palla di vetro. E’ purtroppo ripartita la propaganda della paura. Vedremo quali scopi vorranno raggiungere stavolta, ma certo è vergognoso che si voglia colpevolizzare il cittadino che dopo essere stato tenuto agli ‘arresti domiciliari’ per mesi, si è permesso di scendere in piazza ed esultare per la vittoria dell’Italia”.

Voi di Casapound avete da sempre una forte anima sociale. Come giudica il fatto che di fronte allo sblocco dei licenziamenti, alla perdita di nuovi posti di lavoro, invece di andare in piazza a difendere i diritti del lavoro, ci si vada soltanto per sostenere il Ddl Zan?

“Noi siamo sempre scesi in piazza al fianco delle categorie più deboli, nelle periferie e nelle zone più disagiate, e continueremo a farlo. Siamo sempre in prima linea quando c’è da difendere il diritto al lavoro e all’occupazione. Ad aver completamente dimenticato certi temi è invece la sinistra, che invece di occuparsi dello sblocco dei licenziamenti oggi sa parlare soltanto di immigrazione e di diritti civili. Addirittura non si preoccupa più neanche dei morti sul lavoro che pure negli ultimi tempi ci sono stati, anche se i riflettori si sono spenti subito. E’ evidente come immigrazione e diritti civili portino vantaggi che i diritti sociali non permettono di avere. Vantaggi soprattutto economici che derivano dalla gestione dell’immigrazione da un lato e dal mercato dell’utero in affitto e delle adozioni per le coppie Lgbt dall’altro”.

Sarete presenti a Roma con un vostro candidato?

“In questo momento abbiamo scelto di non presentarci alle elezioni. Preferiamo lavorare con la gente e fra la gente, aiutando chi ha bisogno. Si può fare politica anche senza il simbolo sulla scheda elettorale. Non è tuttavia escluso un nostro ritorno in futuro”.

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