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Venezia 79. Intervista a Max Nardari regista del corto Ritorno al presente

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In occasione della presentazione a Venezia di Ritorno al presente di Max Nardari con Daniela Poggi, Clizia Fornasier e Attilio Fontana, abbiamo voluto fare alcune domande al regista e autore di questo corto che parla con ironia e attraverso il linguaggio della commedia dell’invasione del mondo dei Social.

Un corto per raccontare in forma di commedia questo nostro mondo affogato nei Social. Perché la commedia e perché i social?

Ho scelto la commedia perché è la mia forma narrativa naturale di linguaggio: amo il riso amaro e penso che la vita sia già difficile da sé, per questo – soprattutto dopo il Covid – continuo a voler raccontare la realtà sotto forma di commedia. Durante la presentazione è stato detto che più che questa commedia è un dramedy, nel senso che questo mondo sprofondato nei social è una realtà agli occhi di tutti, con tutta la sua drammaticità, ma a me divertiva raccontarlo con un tono più lieve, che è per me un modo più efficace di osservare la realtà. Il mondo dei social: l’ho ho osservato osservato io ma è sotto gli occhi di tutti come, soprattutto in questi tre anni di pandemia, le persone si siano sentite obbligate – da quello che succedeva – a stare all’interno delle loro abitazioni diventando sempre più asociali. Già prima in una chiacchierata con Daniela Poggi ci raccontavamo il fatto che ormai siamo tutti dipendenti da questo mondo dei followers, per cui non è importante ciò che sei ma ciò che mostri ed anche qui a Venezia lo abbiamo visto, con la gara per essere sempre più in vista oppure per avere le foto sui propri social. Visto che siamo arrivati ad un punto di non ritorno e non sappiamo cosa accadrà dopo, con il mio corto vorrei anche trasmettere il concetto che dobbiamo tornare al nostro presente anche interiore e soprattutto a viverlo a pieno. Ho quindi scelto la commedia sia perché è il mio modo di narrare e trasmettere concetti, sia per tutto il discorso dei social, che è una tematica che sento molto vicina in questo periodo.

Intrigante l’abbinata Poggi Fornasier: come le è nata l’idea di questa alchimia di splendidi volti?

Tutto è partito con Daniela Poggi, è stata lei stessa a presentarmi Attilio Fontana e Clizia Fornasier ed io ho scoperto il loro due attori bravissimi. Conoscevo Attilio già da quando cantava molti anni fa come leader dei Ragazzi Italiani ed avevo visto già entrambi a teatro, però non immaginavo che fossero così bravi.  Clizia e Daniela interpretano dei personaggi agli antipodi, due donne completamente opposte l’una dall’altra: Daniela è una donna di classe e raffinata che esce da un passato di grande successo e che si trova a doversi confrontare con una ‘sgallettata’ (interpretata da Clizia), una cosiddetta regina degli influencer che vive solo per i social e che non vede altro. Mi sono divertito inoltre a vestire questi due personaggi in maniera adeguata grazie ai look di Renata Ercole, una stylist di Milano molto brava che ci ha aiutati a lavorarci nel modo migliore per trovare il modo di ravvicinare il più possibile questi due mondi così diversi tra loro. 

Un ritorno alla terra Natale: come mai ha scelto Vittorio Veneto per questo lavoro?

Sono Veneto, nato a Padova anche se ho vissuto a Treviso tutta la mia infanzia e adolescenza, laureandomi poi a Bologna. Ho degli zii  a Vittorio Veneto, che quindi è una terra che conosco molto bene e di cui mi sono sempre piaciute molto le colline. Questo corto, avendo vinto il bando Regione Veneto, necessitava di far vedere una parte bella del Veneto ed io ho pensato subito a Vittorio. Lì ho trovato anche un team di grandi professionisti – con cui abbiamo lavorato già un anno prima con il bando – e da lì, dopo averli conosciuti anche dal punto di vista tecnico, ho capito potevamo lavorare molto bene assieme perché sono un team veramente valido. Mi è piaciuta molto la fotografia di Mattia Gri ed anche il fatto che abbiamo lavorato come se fossimo una squadra che si conosceva da anni se pure fossimo tutti estranei. A Roma io lavoro da anni con molte maestranze romane, però qui ho trovato davvero un team fortissimo.

Una domanda è d’obbligo: quanta emozione in questo approdo a Venezia?

Sono molto contento di tornare al Festival di Venezia, dove avevo già presentato due anni fa – nel 2020 – un progetto che ancora sta vincendo moltissimi festival in giro per il mondo, infatti siamo stati anche a Cannes lo scorso aprile/maggio per presentare questo lavoro che è il videoclip animato di Fragile, fatto interamente con gli effetti speciali e senza attori. 
In questo caso invece è la prima volta che presento al Festival di Venezia, tra l’altro un progetto che è stato realizzato proprio in Veneto, prodotto dalla Reset Production e co-prodotto dal finanziamento della Regione Veneto che ci ha sostenuti. Quindi è stata una grande emozione presentare non solo un progetto fiction qui in Veneto,ma anche farlo in anteprima assoluta nella Regione dove abbiamo vinto il bando.

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