In Francia nasce un monumento ai migranti italiani

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In questi giorni di critiche da parte della Francia nei confronti dell’Italia per la gestione dell’immigrazione, un piccolo comune vicino Parigi ha iniziato i lavori per la costruzione del primo monumento nazionale in omaggio ai migranti italiani, dal titolo “Albero della vita” , opera dello scultore quasi novantenne Louis Molinari di origine italiana, insignito nel 2013 della Legione d’onore.

Nogent-sur-Marne (nella foto il municipio della città) nella regione dell’Île-de-France, è conosciuto per aver ospitato un’importante comunità di immigrati provenienti dal nostro Paese, principalmente dalle province di Piacenza e di Parma e ancora oggi un quarto della popolazione è di origine italiana.
La cittadina, gemellata da 40 anni con l’Alta Val Nure, diede i natali allo scrittore e disegnatore Francois Cavanna autore del libro “Les Ritals” (dispregiativo usato contro gli italiani) dove rappresentò gli ambienti dell’immigrazione italiana e fu fra i fondatori della rivista satirica illustrata “Charlie Hebdo”.

Il monumento, che fa parte del progetto “C’era una volta l’Italia”, sorgerà all’ingresso orientale della città, ai piedi del viadotto ferroviario che venne costruito da numerosi operai giunti dal Bel Paese che lavoravano come muratori o impiegati in imprese edili.
Si sta assistendo ad una grande mobilitazione per sostenere attivamente questo progetto che anche grazie alla generosità dei discendenti di italiani presto diventerà realtà.

L’opera, che sarà alta sette metri. è composta da una colonna sormontata da una scultura dell’ “Uomo Vitruviano” di Leonardo Da Vinci, circondata da quattro alberi della vita, le cui foglie in metallo porteranno i nomi di famiglie italiane emigrate in Francia.
Tre piattaforme creano dei gradoni tutto intorno alla scultura in marmo di Carrara, omaggio all’Italia, e in granito, omaggio alla Francia, simbolo dell’accesso al percorso della vita e rappresentano la partenza e l’arrivo degli immigrati italiani. Quattro vasche a forma di mani sono raffigurate nell’atto di offrire dei fiori dai colori delle bandiere delle due nazioni.
Sul basamento frasi di filosofi italiani e francesi e una dedica dell’artista.

L’avventura è cominciata nel 2018, con la creazione dell’associazione “Cercle Leonardo da Vinci”, capeggiata dal presidente Jean-Raphael Sessa, vicesindaco di La Queue-en-Brie, con altri sette discendenti d’italiani emigrati in Francia, con l’intento di riunire i nostri connazionali e amici dell’Italia.
L’associazione organizza anche un concorso letterario annuale ed è promotrice di tante altre iniziative volte a celebrare la nostra penisola.
Attualmente sono tra i 5 e i 6 milioni i francesi con origini italiane, discendenti di quei migranti che, spesso in condizioni molto difficili, tra il XIX e XX secolo attraversarono le Alpi per avere la possibilità di un nuovo inizio.

Una storia che racconta i sacrifici di chi ha abbandonato la propria terra, che racconta la fatica, la disperazione e la malinconia.
Questo monumento è un omaggio a queste persone e contribuirà a far sì che questo passato non sia dimenticato dalle future generazioni.

Sofia Barilari

2 Comments

  1. Un grand merci pour cet article qui reflète bien ce que nous sommes en train de réaliser. Nous sommes en train de poser le marbre et le Granit. Nous avons atteint 90% de la collecte soit 580 000€ et nous avons encore 1 000 places disponibles pour remplir les arbres.

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