CONSIP: per Mizzau, la relazione al MEF degli organi di controllo è la pietra tombale per le sue speranze di essere rinominato

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Marco Mizzau, si può mettere l’anima in pace: non potrà essere rinominato AD di CONSIP nell’assemblea prevista per il prossimo 25 giugno. Perché I/le componenti dei vari organi di controllo aziendale, in perfetta armonia tra loro, hanno inviato al MEF una relazione nella quale confermano le sue violazioni del codice etico. E quindi a Mizzau non resta altro da fare che scorrazzare per Roma ancora per qualche giorno a bordo dell’auto di servizio con tanto di lampeggiante acceso… Poi, non potendo neppure godere di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (non è un dirigente ed è stato nominato in assemblea per poi essere votato come AD dal CdA), potrà serenamente dedicarsi a trovare un’altra occupazione (per i giardinetti e’ un po’ presto).

Naturalmente non si conoscono i termini esatti della relazione. Ma si sa comunque per certo che si tratta di un documento che non lascia scampo. Quindi, nessuna espressione semplicemente sessista rivolta ad un’anonima dipendente, per un complotto nei suoi confronti, ma esplicite violazioni della parità di genere condite da frasi molto gravi (e nei confronti di più persone in vari contesti).

Tra l’altro, c’è ora molta attesa, in CONSIP, oltre che per la nomina dei nuovi vertici, anche per quella che sarà la risposta del MEF all’interrogazione presentata a suo tempo su questi fatti dal deputato del Pd Arturo Scotto.

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