EAU DE EAU è un progetto di arte concettuale che riesce, con una semplicità disarmante, a toccare le nervature profonde della società contemporanea. Ideato da Max Papeschi e Arianna Bonucci, a Milano, nello spazio espositivo Parco, il lavoro si presenta inizialmente come un prodotto commerciale: una fragranza di lusso lanciata in uno spazio sofisticato, con tutte le liturgie dell’alta profumeria. Ma proprio lì si consuma la rottura: ciò che viene celebrato come essenza pregiata, è in realtà acqua. Nessun profumo, solo l’essenziale. Invisibile, silenzioso, vitale.
Il progetto si iscrive nel solco della migliore arte concettuale, quella che non si accontenta di essere forma, ma si fa domanda. Con EAU DE EAU, Papeschi e Bonucci costruiscono un sistema perfettamente mimetico – grafica, allestimento, comunicazione, testimonial – per creare una frizione percettiva tra aspettativa e realtà. L’inganno iniziale non è una truffa, ma una lente. L’artificio svela, invece di nascondere.
In questa operazione c’è un’ironia feroce e un’urgenza politica. L’acqua, simbolo universale di vita e purezza, viene proposta come status symbol, incastonata in una bottiglietta da collezione. È una metafora precisa: in un mondo che mercifica tutto, anche la sopravvivenza può diventare bene di lusso. Così la fragranza dell’assenza si trasforma in denuncia. Di fronte all’emergenza climatica e all’esaurimento delle risorse, il pubblico si specchia in un gesto paradossale: applaudire un profumo inesistente. La vanità diventa il veicolo dell’autocritica.
A livello estetico, l’opera si regge su un equilibrio sottile tra seduzione e spiazzamento. Tutto è studiato nei minimi dettagli: l’allestimento a cura di QuadrusLight, le hostess in abito blu (realizzato dagli studenti di Raffles Milano) la pubblicità con Valentina Vernia, la colonna sonora di Sascha Goetzel e la raffinata confezione – creata in collaborazione con Love Therapy (brand fondato da Elio Fiorucci) e D’Augusta Gioielli Più il contenitore è raffinato, più il vuoto che contiene brilla di significato. L’essenziale, finalmente, torna al centro – ma solo per un attimo, prima che l’inganno venga svelato.
Non è un caso che EAU DE EAU abbia anche un impatto concreto: la collaborazione con WAMI – Water With a Mission, che è impegnata nella costruzione di nuovi acquedotti in Nicaragua, dando al progetto una dimensione etica. Non si tratta solo di una riflessione, ma di una presa di posizione.
In un’epoca dominata dalla comunicazione, Papeschi e Bonucci usano gli strumenti del marketing per sabotarne le logiche. “È stato un esperimento sociale”, ha detto Papeschi. E come tutti gli esperimenti riusciti, ha prodotto una rivelazione: nella città dell’apparenza, l’assenza passa inosservata. È proprio questo il cuore del lavoro: un’opera che non grida, ma che risuona a lungo, come l’eco di una domanda scomoda.
