“Chiude” Aquarius, parla F. Totolo: “Fine fake news su migranti e Mediterraneo”

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La nave Aquarius non opererà più nel Mediterraneo. Lo ha annunciato in una nota Medici senza Frontiere: “Dopo due mesi in porto a Marsiglia senza riuscire a ottenere una bandiera, e mentre uomini, donne e bambini continuano a morire in mare, MSsf e Sos Méditerranée sono costrette a chiudere le attività della nave Aquarius”. Claudia Lodesani, di Msf, punta il dito contro il “crescente clima di criminalizzazione dei migranti e di chi li aiuta”, che avrebbe indotto l’Ong a ritirarsi. Ma le cose stanno davvero così? Lo Speciale lo ha chiesto a Francesca Totolo, ricercatrice indipendente nel campo dell’immigrazione e dell’attività delle Ong, e collaboratrice del Primato Nazionale. 

Aquarius cessa le attività. Colpa di chi sta criminalizzando il lavoro delle Ong nel salvataggio dei migranti in mare?

La notizia, va detto, non deve sorprendere più di tanto perché era ormai da due mesi che le due Ong che operavano sull’Aquaruis stavano cercando una nuova bandiera dopo averne perse due nel giro di un mese, prima Gibilterra, poi Panama. Avevano trovato un terzo Stato disposto a registrare la nave, ossia la Liberia, che però non permetteva comunque la ricerca e il salvataggio dei migranti. Pare si fossero rivolti anche alla Svizzera circa due settimane fa, ricevendo un altro diniego. Non dimentichiamo inoltre che sull’Aquarius in Italia pende una richiesta di sequestro da parte della Procura di Catania nell’ambito dell’inchiesta sul presunto smaltimento illecito di rifiuti infetti. Ma forse l’aspetto più importante di tutta la vicenda è dato dal fatto che l’Italia ha chiuso i suoi porti e Malta non consente neanche più l’attracco delle navi Ong, anche solo per fare rifornimento. La Tunisia infine una settimana fa ha negato l’ormeggio logistico alle navi di alcune Ong, fatto questo che ha messo Aquarius di fronte all’impossibilità oggettiva di poter effettuare salvataggi davanti alle coste libiche”.

Le Ong denunciano l’aumento dei morti in mare ed evidenziano come da adesso in poi la situazione potrà soltanto peggiorare. Come risponde?

“Sos Méditerranée ha già fatto sapere che torneranno presto in campo con un’altra nave, ma vedo molto difficile che possano trovare un armatore disposto ad assumersi questa responsabilità. Considero una grande fake news quella di dire che i migranti continuano a morire nel Mediterraneo. Sicuramente muoiono molto meno che in passato. Sono i dati a confermarlo. Nel 2016 quando tutte le navi Ong erano presenti davanti alle coste libiche, sono morte 4581 persone: nel 2017, quando a luglio si è firmato l’accordo Italia-Libia a cui è seguito il ritiro di tre Ong fra le più grandi, i morti erano giù diminuiti a 2853. Nel 2018 invece c’è stato il calo più significativo dei rimorchi. Proprio la chiusura dei porti italiani ha comportato una diminuzione dei decessi in mare. Questi diminuiranno ancora di più quando nei Paesi di origine dei migranti si saprà che arrivare in Italia non sarà più così semplice come avveniva nel passato”.

C’è chi plaude alla notizia della chiusura delle attività di Aquarius, in primis Marine Le Pen e Matteo Salvini che in un tweet ha proprio ribadito che ora non ci saranno più morti in mare. Anche lei è della stessa idea?

“Certamente, perché nonostante i migrazionisti continuino a negare qualsiasi correlazione fra la partenza dei migranti e le morti, le due cose sono invece collegate strettamente. Se nei Paesi di origine i migranti sapranno preventivamente che non ci saranno più navi pronti ad accoglierli appena usciti dalle acque territoriali libiche, le partenze inevitabilmente diminuiranno, se si considera inoltre che la stragrande maggioranza di quelli che tentano di raggiungere le nostre coste non sono profughi ma migranti economici. Sono loro stessi che scelgono di partire liberamente pagando scafisti spregiudicati. Per questo trovo anche fuori luogo certi paragoni con la deportazione degli ebrei. Se è vero che abbiamo assistito in questi anni ad una nuova tratta degli schiavi, ciò è avvenuto perché queste persone sono partite spontaneamente dai Paesi sub sahariani illusi dal welfare europeo”. 

In Marocco la prossima settimana si dovrà ratificare il Global Compact, il trattato dell’Onu sulla libera circolazione dei migranti. Come giudica l’atteggiamento del Governo italiano che ha scelto di non decidere rimettendosi al Parlamnento?

E’ stata una decisione saggia, anche se io mi sarei aspettata una posizione molto più forte da parte del M5S. Conosciamo l’orientamento di tutti i partiti tranne il loro. Sappiamo soltanto che il Premier Conte si era detto favorevole al summit dell’Onu di settembre, che anche il Ministro degli Esteri Moavero pare vorrebbe firmare, conosciamo la contrarietà del ministro Salvini e della Lega, mentre dai 5S non è arrivata nessuna posizione ufficiale. Speriamo che al momento del voto parlamentare, la maggioranza giallo-verde resti compatta sul No”.

Quali mosse si attende ora da parte delle Ong?

Qualora dovessero tornare in campo penso non lo faranno prima della prossima primavera, considerando che come più volte dichiarato, in inverno le partenze sono molto ridotte, anche se poi questo è vero fino ad un certo punto. Ora cercheranno di trovare una nuova nave ed è probabile che non manchino dei finanziatori. Non sarà comunque un’operazione semplicissima”.

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