Manovra: riavvicinamento tra Tria e Juncker. La partita in atto

Economia Politica

Condividi!

Il 13 novembre sarà un giorno importante. Il ministro dell’Economia Giovanni Tria dovrà rispondere alla richiesta di revisione della Manovra, avanzata dalla Commissione europea.

Un secondo tempo interlocutorio, dopo un primo tempo di guerra scatenata da Jean Claude Juncker, il quale ha respinto, anzi bocciato, il progetto di bilancio italiano, con deficit 2019 al 2,4% e minacciando una procedura di infrazione, se non fosse stato ridotto.

Per ora la linea del ministro Tria e del governo gialloverde si può sintetizzare con uno slogan estremamente significativo: “Né scontro, né compromesso”. Il che vuol dire, dialogo, reciproco ascolto, ma nessun passo indietro (ha detto chiaramente: “Non cambieremo la manovra”).

E’ in gioco, infatti, l’impostazione ideologica del governo Conte che con la Manovra, intende privilegiare la stabilità sociale interna per poi passare alla ripresa economica, secondo le regole del mercato e dei trattati europei.
Ma il punto è proprio questo: Italia e Ue non sono d’accordo nemmeno sui numeri futuri della ripresa. Tra due giorni la Commissione pubblicherà le sue proiezioni economiche e quelle sull’Italia saranno più pessimiste di quelle del governo: la crescita italiana per Bruxelles, nel 2019 sarà di gran lunga sotto il 1,5% ipotizzato dal nostro Def.
E sarà soltanto la carota europea; il bastone è rappresentato dal Commissario Moscovici, che ogni giorno attacca Salvini e Di Maio bollandoli come fascisti e xenofobi.

Uno stallo mezzo pieno e mezzo vuoto. Conte e i suoi ministri ormai, si sono abituati alle oscillazioni dello spread, intorno a quota 300, e la Ue si è abituata alle turbolenze italiane.

Un segno positivo è venuto dall’Eurogruppo dei 19 ministri finanziari: è passata la mediazione del presidente portoghese Mario Centeno, appoggiato dall’asse franco-tedesco, con un invito solenne al nostro Paese a cooperare arrivando ad una revisione del bilancio in linea con le regole fiscali, le nostre”.
E su quelle “nostre regole” che si gioca la partita. Tra distensione e polemiche.

Tagged

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.