Massimo Di Michele con FELICITÀ…TÀ…TÀ al Teatro Torlonia di Roma

Cultura e Cinema In Rilievo Teatro

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Dall’11 al 30 dicembre al Teatro Torlonia in scena FELICITÀ…TÀ…TÀ, ispirato alla sferzante opera letteraria di Achille Campanile. Massimo Di Michele dirige tre attori – Dario Battaglia, Luisa Borini e Edoardo Coen – in un trascinante spettacolo a quadri che dissolve la struttura della pièce per farne un ritmato “varietà”, un concentrato imprevedibile e dissacrante di comicità. FELICITÀ…TÀ…TÀ è un varietà come quelli di una volta, una cornucopia di atti unici, irriverenti e surreali attinti dallo straordinario e multiforme repertorio di Achille Campanile, dalla sua unica ed eccellente capacità di scrittura fondata su una irripetibile e originale visironica.

Achille Campanile (1899-1977) è stato giornalista, critico, sceneggiatore, scrittore paradossale, autore teatrale e uno dei maggiori umoristi del Novecento. La sua scrittura inconfondibile è lo strumento perfetto tramite il quale l’autore costruisce situazioni surreali, stravaganti, votate al bizzarro e all’assurdo. Attraverso un sapiente uso della parola ne scandisce infallibilmente i tempi comici in una mescola di velocità ed efficacia. Felicità…tà…tà, ovvero Varietà…tà…tà, dissolve la struttura classica di una pièce teatrale e ne capovolge le logiche e i tempi. Come in una matrioska gli atti si rincorrono schiudendosi l’uno dopo l’altro, susseguendosi senza sosta, spiazzanti. Su tutto una sola protagonista: la Parola. Come collante la trascinante follia degli attori.

Tra scene en travesti, balletti retrò, fraintendimenti dissacranti, smoking, piume e paillettes che strizzano l’occhio al varietà televisivo degli anni ’70, Felicità…tà…tà è un concentrato di straniante comicità in cui l’imprevedibile e il visionario si accavallano in un elettrizzante vortice di surrealismo. Tra i vari quadri fioriscono citazioni a tutte le forme di spettacolo. Dal Circo alla Rivista, dalla Radio alla Televisione, dal Café Chantant alla Danza Contemporanea. Lo spettacolo ha l’intento di far riscoprire un autore del ‘900, Achille Campanile, e un’arte spesso relegata a ruolo secondario: quella di far ridere, di spiazzare, di divertire, un tuffo colorato in un Teatro ormai dimenticato. “Ma in fin dei conti la domanda è proprio questa: cosa è attuale oggi? E cosa è divertente? Chissà chi lo sa…”.

 

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