Messico e nuvole di fumo. Arriva la legalizzazione della cannabis

Esteri Politica

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La Cannabis è sempre portatrice di voti. Il partito Morena del presidente eletto in Messico, Andres Manuel Lopez Obrador, ha proposto oggi la sua legalizzazione. Prima era illegale, ma depenalizzato l’uso personale. Legale per scopi terapeutici, ma solo se la pianta aveva un contenuto di THC inferiore all’1%.

A presentare ieri al Senato la nuova legge, come misura per contrastare il traffico illegale, è stata la senatrice Olga Sanchez Cordero, indicata come futuro ministro dell’Interno.

Mentre non riescono a imporsi nella politica estera, con Trump che impone la barriera di separazione con gli Stati Uniti d’America lungo la frontiera al confine (anche chiamato Muro della vergogna) l’obiettivo dei messicani non quello di impedire agli immigranti illegali, ma di agevolare la coltivazione fino a 20 piante di marijuana o creare cooperative con un massimo di 150 soci per coltivare cannabis destinata all’uso personale di adulti.

La vendita verrà autorizzata in maniera controllata, come dice una nota stampa, e sarà permesso fumare marijuana in pubblico. Lo descrivono già come un modello “a metà strada fra il divieto assoluto e il libero mercato”. Sanchez Cordero ha anche parlato di un provvedimento che aiuterà a diminuire la violenza dei narcotrafficanti, responsabili di 240mila omicidi negli ultimi dieci anni. Eletto il primo luglio, Lopez Obrador s’insedierà come presidente il primo dicembre.

E c’è da giurarsi che il confine tra Stati Uniti d’America e Messico, lungo 3.140 km, che attraversa territori di diversa conformazione, aree urbane e desertiche, non verrà facilmente riaperto. Oltre che clandestini, il rischio è di trovarsi la vendita libera al di qua del limite.

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