Minniti, parla Cacciari: “Confermato il piano di Renzi oltre il Pd. Già so cosa succede”

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Lo ha minacciato e lo ha fatto. L’ex ministro dell’Interno Marco Minniti si è ritirato dalla corsa alla segreteria del Pd. La decisione è arrivata dopo aver preso atto del mancato appoggio di Matteo Renzi che, sollecitato ad appoggiare pubblicamente la sua corsa, ha risposto dicendo che il congresso del Pd non lo riguarda. A questo punto è molto probabile che Renzi al congresso neanche ci arriverà, visto che starebbe ormai apertamente lavorando alla creazione di un nuovo soggetto politico, una sorta di partito centrista in cui far convergere anche quella parte di Forza Italia che non vuole restare in un centrodestra a trazione leghista (leggi Paolo Romani con cui l’ex segretario Pd si è già incontrato). Lo Speciale ne ha parlato con il filosofo Massimo Cacciari. 

Che idea si è fatto sul ritiro di Minniti dalla corsa alla segreteria?

“Quello che è accaduto mi sembra ovvio. Minniti contava sull’appoggio di Renzi che non è arrivato. Si è reso conto forse che rischiava di andare al massacro e ha preferito ritirarsi in tempo”.

Eppure inizialmente era stato proprio l’ex ministro a smentire l’etichetta di candidato renziano alle primarie. Perché ora l’appoggio dell’ex segretario è diventato così importante?

Si possono dire tante cose, ma è evidente che Minniti era sceso in campo per rappresentare l’area renziana del partito. Nel momento in cui non ha ricevuto l’appoggio da parte del leader, ha visto vacillare questa certezza e ha preferito non rischiare. Anche perché se è vero che Renzi non ha più la forza di un tempo, il suo sostegno in questa partita avrebbe comunque fatto la differenza”.

Anche lei pensa che Renzi stia per lasciare il Pd e creare un nuovo movimento?

“Mi pare che questo lo abbia confermato anche il ritiro di Minniti. Come poteva l’ex ministro accettare una candidatura in chiave renziana nel momento stesso in cui non ha avuto da Renzi nessuna garanzia circa la sua permanenza all’interno del Pd? E’ apparso chiaro a tutti come nelle ultime ore i suoi appelli siano stati rivolti, oltre che ad ottenere un via libera ufficiale dall’ex premier riguardo alla sua corsa, anche ad avere la certezza che il futuro di Renzi è comunque nel Pd. Il fatto che l’ex segretario non si sia voluto impegnare su entrambe le questioni, dimostra che sta pensando ad altro”.

Però diversi renziani come Luca Lotti e Lorenzo Guerini hanno lavorato fino all’ultimo per convincere Minniti a restare in campo. Vede anche lei una frattura fra Renzi e i renziani?

Chi sono i renziani? Tutte persone legate a Renzi e in grado di sopravvivere soltanto se resta in campo lui. Francamente non riesco proprio ad immaginarmi i renziani senza Renzi. Penso che queste persone da sole non abbiano alcun futuro politico. Se vogliono sopravvivere devono restare aggrappate al carro dell’ex leader, ovunque lui andrà”.

Il Pd è messo così male da litigare anche sulle candidature al congresso. Ma come si può rilanciare così il partito?

Ma cosa vuole rilanciare? Oggi purtroppo non vedo alternative all’avanzata della destra. Se non cambiano le condizioni politiche temo che nei prossimi mesi continueremo a veder crescere elettoralmente soltanto la Lega di Salvini. Al momento non mi pare che gli altri partiti possano avere grandi spazi di crescita. Non penso affatto che questo congresso del Pd, se continueranno a permanere le condizioni attuali, possa davvero servire a qualcosa”.

E un eventuale nuovo partito di Renzi, come lo vedrebbe?

“Oggi non avrebbe nessuna possibilità di successo, ma la politica non è mai statica, si evolve continuamente. Per il momento, come detto, io non vedo nessun’altra prospettiva all’orizzonte se non un avanzamento della destra di Salvini. Perché questa avanzata si arresti è necessario che cambino le condizioni politiche ed economiche del Paese. Certo, se nei prossimi mesi le ricette messe in campo da questo governo si riveleranno un fallimento e come molti temono si avrà un peggioramento dell’economia, allora quell’ampio consenso di cui oggi sembra godere la Lega potrebbe iniziare ad incrinarsi. A quel punto si riaprirebbero i giochi. Anche Renzi potrebbe tornare in campo e riguadagnare popolarità  con una proposta politica nuova ed innovativa capace di interpretare i bisogni degli italiani delusi dalla destra. Ma questo oggi mi pare impossibile e del futuro non c’è certezza”

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