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ShowRUM – Italian Rum Festival: intervista al direttore artistico e fondatore Leonardo Pinto

Lo_Speciale ha incontrato Leonardo Pinto, direttore artistico e fondatore di ShowRUM – Italian Rum Festival, la cui quinta edizione si terrà a Roma presso l’A .Roma Lifestyle Hotel l’8 e il 9 ottobre 2017. 
Salve Leonardo, come nasce la tua passione per il Rum?
E’ stato un colpo di fulmine, mi sono innamorato di questo distillato che ero a malapena maggiorenne, quasi per caso, assaggiandolo al banco di un bar. Da lì è partita la passione che mi ha spinto a volerne sapere sempre un pò di più anno dopo anno, fino ad aprire un blog nei primi anni 2000, Isla de Rum appunto. All’inizio era solo un blog, in cui scrivevo le informazioni che riuscivo a reperire sia sui libri, sia alle conferenze, sia sui (pochi) siti che allora ne parlavano, sia informazioni rubate telefonicamente a qualche produttore che decideva di rispondere alle mie domande credendomi un giornalista italiano. Chiaramente all’inizio molte di queste informazioni erano semplice marketing e solo con il tempo me ne sono reso conto, motivo per il quale quando ho deciso di mollare tutto e provare a fare della mia passione un lavoro, ho anche riavviato la piattaforma online di Isla de Rum, eliminando tutte le vecchie informazioni e riscrivendo gli articoli, questa volta sulla mia esperienza e non sul sentito dire. L’obiettivo, ancora oggi dopo quasi 20 anni, è sempre quello di poter apprendere qualcosa in più e condividerla con i curiosi e gli appassionati come me. Dopotutto come diceva Elie Wiesel “la conoscenza muore se non è condivisa”.

Quale è il modo migliore per degustarlo, esaltando le sue qualità?
Il rum è un prodotto dalle mille sfaccettature, ed ogni rum ha bisogno del suo tempo e del giusto bicchiere, così come si fa con il vino. Ma il più grande suggerimento che mi sento di dare, oltre la parte tecnica, è quello di degustare un rum cercando i sentori ed il carattere della terra che lo ha generato, cercando le emozioni che il bicchiere ci può raccontare. Si fa un gran parlare del bere consapevole, che condivido ed appoggio. Bene, questo è, a mio avviso, l’unico modo per assumere quella consapevolezza, ovvero trattare il liquido come un pezzo di storia, cultura e tradizione, e provare a capirle tenendolo sotto il naso. Certo se poi si è con i piedi nella sabbia all’ombra di una palma, sicuramente l’esperienza diventa più appagante.

Il tuo mix preferito a base di Rum? 

Adoro tutto quello che è miscelazione semplice, quella che in genere si fa ai Caraibi. Un ti-punch, piuttosto che rum e soda, che sono i cocktail più rappresentativi delle zone caraibiche, e naturalmente apprezzo il rum in miscelazione anche in grandi ricette create dall’estro dei barman, motivo per il quale ho deciso di dedicare proprio a questi ultimi una sezione del sito Isla de Rum in cui pubblico le ricette che via via mi vengono inviate.

Hai creato un percorso formativo sul Rum in Italia, dal titolo RUM MASTER, come è strutturato? 

Nonostante vent’anni di esperienza in questo settore, presentarmi davanti ad un pubblico per “insegnare” qualcosa è ancora qualcosa che tratto con grande rispetto. Mi chiedo sempre cosa posso davvero trasmettere ed in che modo posso far passare i concetti che ho in mente. E’ per questo motivo che costruire il Rum Master è stato un lavoro di oltre 5 anni. Il percorso formativo si articola in due livelli da circa 12 ore ciascuno. Nel primo livello si tratta della storia del rum legata al mercato internazionale, dei metodi produttivi con focus tecnici su fermentazioni e alambicchi fino ad arrivare ai processi di invecchiamento ed alle legislazioni attuali. Il secondo livello tratta in modo più approfondito la parte di degustazione ed abbinamento con un sguardo tecnico alla chimica degli aromi ed alla loro evoluzione. L’obiettivo finale per chi svolge entrambi i livelli è di arrivare ad una buona conoscenza del panorama rum ed alla capacità di degustarlo e valutarlo in modo professionale. Al termine del secondo livello è stato introdotto un esame di degustazione, al fine di premiare, ciascun anno, i migliori due allievi che hanno frequentato il corso. Il premio è dedicato a Silvano Samaroli, un caro amico scomparso ad inizio anno, nonché uno dei più grandi esperti di degustazione al mondo, e vede i due vincitori fare parte della prestigiosa giuria della STC – ShowRUM Tasting Competition, in occasione di ShowRUM – Italian Rum Festival.

L’8 e il 9 ottobre 2017 a Roma si tiene il festival del Rum e della Cachaca, ShowRUM, da te diretto, ci puoi dare qualche anticipazione?
Di anno in anno la manifestazione cresce in modo esponenziale sia in termini di adesione dei produttori che in termini di partecipanti e professionisti coinvolti, a sottolineare quanto il lavoro fatto nel tempo sia apprezzato dall’intero mercato del rum, italiano ed internazionale. Quest’anno i brand partecipanti sono oltre 70, circa il 40% in più rispetto allo scorso anno. A latere della parte espositiva molti sono gli appuntamenti dedicati alla formazione, sia nella giornata di domenica, dedicata al grande pubblico, in cui sono previste 6 Masterclass di approfondimento condotte da altrettanti brand, sia nella giornata di lunedì dedicata agli operatori del settore, in cui verranno svolti due percorsi formativi, uno sulla degustazione e la conoscenza del rum e l’altro sul suo utilizzo in miscelazione. Sarà inoltre possibile incontrare, tra gli stand della manifestazione, sia produttori, sia rappresentanti ed esperti di calibro internazionale, che ogni anno scelgono ShowRUM per entrare in contatto con il mercato italiano. Una “due giorni” all’insegna della celebrazione e della conoscenza dello spirito dei Caraibi che coinvolge l’Italia intera. Tutte le informazioni le trovate al sito ufficiale www.showrum.

Vittorio Zenardi

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