Fenomeno Grillo

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Le elezioniappena trascorse hanno sicuramente dato l’immagine di un’Italia spaccata, ma stavolta non più in due fazioni, bensì in tre, ed è proprio questa new entry, “ i l terzo in comodo”, ad uscire vincitrice. Stiamo ovviamente parlando del Movimento Cinque Stelle, il fenomeno Grillo, che da comico di piazza è divenuto in poco tempo leader di un partito formatosi dal web, dove ognuno poteva dire la propria e perché no, diventare anche sindaco (Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, ndr) o presentarsi alle elezioni politiche. E cosi il M5S si è ritrovato a dover nominare senatori e deputati, tutte persone comuni che prima del 28 febbraio facevano la maestra, l’avvocato, il geometra. Girano in bici e rifiutano le bottigliette di acqua perché sono per la rete idrica pubblica, quindi fanno la fila alla fontana per bere, portandosi il bicchiere rigorosamente da casa, sono anche contrari alla plastica. Piccole cose che connotano in parte quello che è oggi il fenomeno Grillo e il suo movimento. Su cosa avrà convinto tanti elettori a votarli si possono fare tante supposizioni. Sicuramente la prima, è che Grillo sia figlio della cattiva politica che da anni è regina di Palazzo Madama, e lui, il comico genovese, ha saputo fare di questo malessere un’opportunità, ed è entrato in punta di piedi nella teste delle persone, per uscirne con un boato. Ha saputo sfruttare i mezzi di comunicazione attualmente più efficaci, facendo passare la politica per i social network, per il suo blog, dando a tutti spazio per esprimere un’opinione, per dare suggerimenti, si è addirittura proposto di votare le leggi tramite referendum in rete. A suon di urla e grida che dichiaravano basta ai tanti politici che lui stesso ha definito “gatte morte”, ha raccolto adesioni e consensi, ha creato un “esercito”, fatto da gente comune desiderosa di cambiare le cose, di voler fare politica non per i propri interessi ma per quelli del paese. E ha vinto.