Svezia: pubblicità insulta l'Italia

News

Condividi!

Svezia: pubblicità insulta l’Italia

Un insolito cartellone pubblicitario è stato affisso in questi giorni per le strade svedesi, ritrae il visino triste di una bambina fotografata in primo piano.

Se state pensando che si tratti di un manifesto contro il maltrattamento minorile siete molto lontani dalla realtà: quella che sembra una campagna di sensibilizzazione è in realtà la pubblicità del nuovo parco divertimenti sito nella cittadina svedese di Gotenborg, il Liseberg Amusement Parke, e ritrae il viso di una bambina che è triste perché i genitori, anziché portarla al luna park, la costringono a passare le vacanze all’estero.

E quale sarà la terribile meta in cui la bambina è costretta ad andare? Proprio l’Italia, e in particolare le spiagge di Rimini. In sostanza il cartellone recita: “quest’estate alcuni bambini saranno costretti ad andare in Italia”, e via col faccino triste della “sfortunata” bambina.

Uno slogan sicuramente originale ma dalle sfaccettature abbastanza offensive nei confrontidi un paese, e di una regione in particolare, che ha da sempre accolto milioni di turisti svedesi.

A onor di cronoca, l’Italia non è l’unico paese ad essere stato preso di mira, sul podio sono saliti anche la Grecia con l’Isola di Creta e la Spagna con  Maiorca. Un bel colpo per la Svezia che ha fatto cosi infuriare in una volta sola tre paesi del Sud Europa (con tanti cari saluti alla concorrenza leale…).

La reazione è stata immediata: il manifesto pubblicitario ha fatto il giro dei media internazionali suscitando numerose polemiche e dando vita a un  tam-tam di commenti.

Fabio Galli, assessore provinciale di Rimini, ha scritto al neoministro del Turismo Massimo Bray invitandolo a riflettere sull’accaduto, definendo la campagna pubblicitaria offensiva, denigratoria e sleale.

Anche il popolo svedese si è però mosso sul web definendo di cattivo gusto la pubblicità, ricordando perdipiù che tanti bambini svedesi non possono permettersi una giornata al luna park, e mostrare il viso di tanti che per questo sono tristi, non è certamente il modo migliore per farli sentire tutti uniti e uguali tra loro.

A riguardo il regista freelance Viktor Ragnemar, ha creato un contromanifesto che ritrare la faccia di un’altra bambina con sopra la scritta: “242.000 bambini svedesi non possono neanche andare a Liseberg: a chi importa il divertimento garantito?”.

Troppe critiche, il parco alla fine ha dovuto far ritirare i manifesti da ogni angolo delle città.

Insomma proprio una caduta di stile per un paese che vanta di essere tra i migliori in cui vivere oggi in Europa.