Le streghe di Salem, un horror d’autore!

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Quest’anno, miei cari cinefili, vi attende una primavera… da brivido! Il 24 aprile, per tutti gli amanti dell’Occulto, annunciamo il tanto atteso ritorno di Rob Zombie e, stavolta, in grande stile.

Dopo l’accoppiata La Casa dei 1000 Corpi/La Casa del Diavolo e i piuttosto deludenti omaggi a Halloween, Zombie si sposta sul sovrannaturale, guidandoci nella celebre cittadina di Salem, teatro di stragi di giovani donne accusate di stregoneria nel 1692.

Le Streghe di Salem comincia quando Heidi, dj della stazione radiofonica hard rock della città, riceve un vinile, in cui vi è incisa una strana ed inquietante nenia, e da quel momento per lei non ci sarà più pace. Le signore del Male sono infatti tornate dal passato per cercare colei che metterà al mondo il figlio di Satana.

Regista, produttore e cantante metal, Zombie ha sempre palesato la sua passione per l’occultismo e in questa pellicola si muove sicuro in un territorio già esplorato, a ritmo di hard rock. Un andamento lento, stridente, disturbato e claustrofobico ed una fattura squisitamente vintage, richiamano classici dell’horror anni ’70 come Rosemary’s Baby, La Casa dalle Finestre che Ridono e i primi horror di Dario Argento, nonché capolavori come Shining e La casa. Immancabile la musa ispiratrice del regista, la moglie Sheri Moon, già notevole interprete dei precedenti film del marito.

Nel fiorente prolificarsi del panorama horror, spesso e volentieri la quantità ha purtroppo superato la qualità e, mentre la potente scuola europea sforna found footage e torture porn al limite del sostenibile, gli studios americani propinano decine di reboot, remake, prequel e sequel di vario genere che hanno ormai stancato.

In libreria è inoltre disponibile anche il libro dell’opera, per chi volesse un classico confronto letteratura/cinema.

Un regista come Zombie, capace di osare e creare prodotti originali e visionari, è quindi più che apprezzabile. Da non perdere!

 

Denise Penna