Renzo Rubino: « Mi hanno detto che dovevo fare pop»

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Ha vinto il premio della critica nella categoria giovani al Festival di Sanremo, per molti è lui il vero vincitore e la sua canzone “Il postino (amami uomo)” alcuni l’hanno definita addirittura la più bella dell’intero Festival: stiamo parlando ovviamento di Renzo Rubino, 25 anni originario di Martina Franca.

Da poco é uscito il suo disco, “Poppins”, 12 canzoni dai testi maturi ed originali che il cantante ha presentato lo scorso 3 aprile in uno showcase alla Feltrinelli di Napoli, durante il quale ha allietato il pubblico suonando alcuni brani del disco, e da vero showman (mancato?) ha saputo intrattenere gli ospiti con racconti ironici e brillanti.

Ma perché chiamare un cd “Poppins”?

Rubino l’ha spiegato più volte, e l’ha ribadito anche a Napoli, affermando: «Poppins come la famosa Mary Poppins, e in particolare come la sua magica valigia che poteva contenere di tutto, proprio come il mio cd è un contenitore di idee, di sogni, di speranze e di possibilità, racchiuse in canzoni tutte diverse tra loro».

La canzone che gli è valsa il premio della critica a Sanremo ha fatto discutere sin da subito per saver cantato l’amore omosessuale ma lui, dice di non averci neppure pensato ad una simile reazione, piuttosto l’ha scelta perché sentiva la necessità di raccontare quella storia.

Una frase, anzi un termine, colpisce particolarmente del testo, ed è “apparecchiami”: «Era ed è un omaggio al maestro Jannacci e alla sua “Silvano” – ha affermato Rubino, che poi ironizza – ora è diventato un hashtag per Twitter, ed io ho scoperto cos’è un hashtag solo poche settimane fa!».

Sempre sul filo dell’ironia, delizia il pubblico con “pop”, prossimo singolo in uscita a maggio, e racconta come è nata la canzone, che sostanzialmente ironizza sui motivetti pop portati al successo da molti cantanti italiani, passando da Scanu a Giorgia. «Prima di Sanremo ho fatto sentire la mia musica a tanti discografici, e una volta uno di loro definì le mie canzoni belle, bellissime, con un ottimo intreccio melodico, ma con un po’ troppo…un po’ meno…e poi finalmente uscì la parolina magica: poco pop. E io mi sono chiesto tutto il giorno cosa fosse pop, da lì è nata la canzone».

Dopo Sanremo la sua vita è sicuramente cambiata, sempre in giro tra presentazioni del disco e trasmissioni radiofoniche, ma Rubino ricorda ancora quando per poter suonare, anche ad una festa di paese, si inventava mille scuse, come la famosa volta che insieme alla sua band ha colto l’occasione di aprire il concerto di Al Bano: «Avevamo letto che la sera il maestro avrebbe fatto un concerto, così abbiamo contattato il promotore e abbiamo finto di essere stati contattati per aprire il concerto. Dopo molta insistenza perché lui non ne voleva proprio sapere, alla fine ce l’abbiamo fatta. Aspetto ancora che Al Bano mi conceda la cena promessami quella famosa sera».

A sentirlo suonare e parlare col pubblico con una scioltezza innata, sembrerebbe un cantante navigato, magari di quelli provenienti dai talent show e abituati quindi ad essere constantemente sotto l’occhio della telecamera e a relazionarsi col pubblico, ma Rubino ci regala un ultimo annedoto che tradisce invece la giovane età e l’emozione: «La sera della finale di Sanremo, dopo la vittoria ero cosi emozionato che ho appoggiato il premio su una sedia, ho finito col sedermici sopra e l’ho rotto! ».

L’appuntamento per conoscere di più è nei negozi di musica o su Itunes, dove potrete acquistare “Poppins”.