L’Inghilterra spaccata in due per l’addio a Margaret Thatcher

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Si è spenta lo scorso 8 aprile Margaret Thatcher, prima e unica donna ad aver ricoperto l’incarico di Pirmo Ministro in Gran Bretagna.

Conosciuta da tutti come The iron lady, la lady di ferro, è rimasta alla guida della Gran Bretagna per oltre dieci anni, con tre diversi mandati: il primo, dal 1979 al 1983, il secondo dal 1983 al 1987 e l’ultimo dal 1987 al 1990, quando decise di dimettersi dall’incarico dopo una manovra fiscale che le aveva fatto perdere il favore di molti, e lasciò quindi il numero 10 di Downing Street.

L’Inghilterra di fronte la sua maorte si è spaccata in due, proprio come ai tempi in cui la lady di ferro era ancora alla guida del paese: da una parte i suoi sostenitori che l’hanno sempre amata, dall’altra parte chi invece è giunto addirittura a festeggiare la sua morte.

Numerosi sono stati infatti i cortei che hanno sfilato nelle strade di Londra per “festeggiare” la morte dell’ex Primo Ministro, cortei a cui hanno partecipato operai, femministe e persone appartenenti alle classi sociali più disagiate. Online si trovano numerose parodie della Thachter che hanno come colonna sonora la celebre canzone del Mago di Oz “Din Don, la strega è morta”.

La Tatcher fu criticata soprattutto per le sue politiche economiche liberiste: se da un lato è vero che l’inghilterra dopo il suo arrivo inizò a risollevarsi dalla crisi economica, dall’altro queste stesse politiche che prevedavano l’aumento dell’iva e del tasso di interesse per ridurre l’inflazione, colpirono gravemente l’industria manufatturiera, raddoppiando la dispoccupazione nel giro di un anno.

Il soprannome affibiatole si riferisce soprattutto alla fermezza che ebbe nel gestire gli anni della crisi, come ricordano alcuni episodi storici che l’hanno resa famosa.

Il primo, il 30 aprile 1980, quando un gruppo di sei terroristi arabi assaltò l’ambasciata iraniana a Londra, chiedendo il rilascio di 91 arabi detenuti in Iran e minacciando di uccidere 26 ostaggi oltre a far saltare l’edificio. La Thatcher gestì in prima persona la situazione, ordinò ai suoi di attaccare, lo scontro portò alla morte di cinque dei sei terroristi e alla cattura dell’ultimo.

La sua popolarità crebbe a dismisura e trovò conferma l’anno successivo quando, di fronte allo sciopero della fame di un gruppo di appartenenti all’Ira, in sciopero della fame per vedersi riconosciuto lo status di prigionieri politici, lei non cedette, neanche di fronte alla morte di dieci prigionieri, tra cui il celebre Bobby Sands.

Seguirono poi la guerra delle Isole Falkland, lo sciopero die minatori e la tragedia dell’Heysel, fino all’entrata in regime della pool tax, uguale per tutti i cittadini, in contrasto con il regime liberista e criticata dalle classi basse. Fu l’inizio del declino.

Amata o odiata, di certo la lady di ferro ha dato prova che anche le donne possono rivestire ruoli di leadership. Non propriamente una femminista (dopo di lei nessun’altra donna ha rivestito il prestigioso incarico, e non ha spianato la strada all’interno del suo partito per l’ascesa di una serie di donne brillanti in politica), tuttavia ha dimostrato di poter avere la stessa fermezza, determinazione e durezza di un uomo.