Siani principe in tutto

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Alessandro Siani, Fabio Bonifacci ATTORI: Alessandro Siani, Sarah Felberbaum, Christian De Sica, Serena Autieri, Marco Messeri, Salvatore Misticone, Nello Iorio, Lello Musella, Alan Cappelli Goetz Il fenomeno cinematografico di questa stagione è sicuramente Alessandro Siani che, cil suo “Principe abusivo”, di cui è attore e regista, sta spopolando in tutt’Italia, anche a distanza di un mese dall’uscita ufficiale del film. Principe abusivo non solo sul grande schermo ma anche al botteghino, il film ha incassato oltre 12milioni di euro, divenendo il film italiano più visto in questi primi mesi del 2013, e superando ogni aspettativa persino dell’attore che, quando ha appreso la notizia, è scoppiato in lacrime dalla gioia. Forte del successo, lo scorso marzo ha ripreso il tour, stavolta non per promuovere il film che di certo oramai non ha più bisogno di alcun bigliettino da visita, ma per ringraziare i numerosi fan che gli hanno regalato la vetta delle classifiche dei film più visi, battendo colossi come Tarantino. Noi di What’s up l’avevamo incontrato a febbraio, nel corso della conferenza stampa tenutasi a Napoli il giorno precedente l’uscita del film. Insieme a Cristian De Sica, aveva raccontato ciò che rendeva speciale l suo film: «La mia è una favola emozionale per far sorridere la gente e per regalare ottimismo, cosa che ultimamente nel cinema d’oggi manca». Per i pochi che ancora non lo sapessero, la pellicola narra della principessa Letizia (Sarah Felberbaum) poco amata dai rotocalchi e dal suo popolo, per riconquistare tutti finge di innamorarsi del povero Antonio De Biase (Siani), maestro nell’arte dello scrocco. Ad aiutarla ci sarà Anastasio, (Christian De Sica) il ciambellano di corte che si scontrerà con gli eccentrici amici di Antonio, tra cui la cugina Jessica (Serena Autieri) di cui finirà per innamorarsi. «Si tratta di una sorta di doppio “Pigmalione” alla George Bernard Shaw– spiega De Sica – Una commedia che si differenzia dal resto che sono al momento in circolazione, in grado di far ridere creando dei personaggi buoni, cosa difficile perché solitamente i comici fanno ridere perché sono un po’ cattivi».Per la prima volta nelle vesti del regista oltre che dell’attore, Siani ha prestato particolare attenzione all’immagine che si dava di Napoli: «Ho fatto togliere i panni stesi dai balconi quando giravo le scene in strada e ho girato con due ragazzi in motorino col casco, perché di Napoli si veda anche e soprattutto il lato bello. Questo film poteva essere girato solo qui, perché se si parla d’amore non c’è città che regga il confronto: il golfo di Napoli è come un boomerang, dopo averlo visto ci torni sempre». «Questa Napoli è la stessa di cui parlava mio padre ne “L’oro di Napoli”», gli fa eco l’amico Cristian, che col più grande complimento lo paragona a suo padre anche per il modo di dirigere, poco tecnico ma in grado di comprendere benissimo gli attori. Infine, uno sguardo al futuro per la nuova coppia del cinema italiano: il progetto di portare il successo del film francese “Quasi amici” a teatro.