Il vedibile ed il leggibile del film

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Il vedibile e il leggibile rappresentano l’esterno e l’interno, la facciata e la stanza, una sorta di monade leibniziana, dove ciò che si vede e ciò che si legge divergono, dove appunto il senso non è ciò che appare ma, ciò che si nasconde.
Leggere significa oltrepassare il vedibile, scoprire che il film parla un linguaggio che si avverte individualmente, parla come una poesia e parla a te attraverso una rete di complicità e di ricordi che riguardano tue sensazioni, tuoi problemi, tue sensibilità.
Il visibile diviene leggibile, solo se l’elaborazione di una logica del significante ristabilisce le regole del discorso. Con visivo si intende l’enunciazione cinematografica, la significazione nel cinema.
Con visibile invece l’apertura di senso dell’immagine, il suo essere un oggetto che si offre alla percezione sensibile, e a un numero indefinito di letture.
Da una parte ciò che vediamo: dei personaggi, delle azioni, una storia. Dall’altra ciò che possiamo, o che potremmo vedere: il permutare delle forme nell’esperienza estetica.
Un film ispirato a una concezione totale della visibilità non sarebbe possibile, o per lo meno sarebbe inguardabile perché privo di leggibilità (e la leggibilità è una delle condizioni fondamentali della visione).

Vittorio Zenardi

Vittorio Zenardi
Direttore Responsabile