L'Educazione Siberiana di Salvatores

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Educazione e siberiana, film di Gabriele Salvatore, é uno di quei film che ti fa riflettere sulla vita, su come saremmo diventati se invece di essere nati nella nostra città fossimo nati in luoghi lontani con culture diverse, o se invece di avere la nostra famiglia, ne avessimo avuta una dagli ideali e dalle regole di comportamento completamente diversi.

Tratto dall’omonimo romanzo dello scrittore russo Nicolai Lilin, la storia è ambientata in Russia, all’interno di una comunità che educa i propri figli in maniera molto particolare, istigandoli cioè al crimine.

Sotto la guida di nono Kuzja, i giovani siberiano vengono iniziati alle rapine e alla condivisione della refurtiva, perché lo scopo ultimo non è quello di arricchirsi, ma quello di sostenere la loro piccola comunità, premurosa con gli anziani e con quelli che definiscono “i voluti da Dio”. Ne è un esempio Xenia, giovane donna con disturbi mentali, figlia del medico locale è sotto la protezione del giovane Kolima, che ne è segretamente innamorato.

Kolima finito in carcera, testimonia questo suo sentimento con un ricercato tatuaggio, ed è proprio questo amore che darà una svolta al film. Nonno Kuzja infatti, farà scarcerare Kolima e gli affiderà un compito delicato: quello di trovare colui che ha picchiato ed ha abusato di Xenia.

Sarà l’inizio di un nuovo capitolo nella vita del giovane ragazza, che per compiere la missione affidatagli, si arruolerà nell’esercito e finirà per infrangere ogni regola, quella della sua comunità, e quelle di tutto il resto del mondo.

Salvatores cerca attraverso il romanzo di Lilin di fare un racconto della Russia tra il 1985 e il 1995, quando dopo la caduta del muro di Berlino si trova a vivere uno dei momenti più duri della sua storia, quella della scomparsa dell’unione sovietica. A fare da sfondo alla realtà storica, i profondi sentimenti di due ragazzi che passano dall’infanzia alla gioventù.

Gianluca Migliozzi