Cessate il fuoco a Gaza: c’è la risoluzione

Oggi il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha approvato una bozza di risoluzione che chiede un cessate il fuoco a Gaza, evitando il veto di una delle principali potenze.

La risoluzione include la richiesta di un immediato rilascio incondizionato di tutti gli ostaggi israeliani.

I precedenti tentativi di far passare una risoluzione avevano incontrato diversi ostacoli, poiché Stati Uniti, Cina e Russia avevano usato i loro veti. Gli Stati Uniti si sono astenuti.

Ma Israele, in risposta alla risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza, ha fatto sapere sapere che non cesserà il fuoco fino a che non verranno liberati tutti gli ostaggi.

La risoluzione approvata è stata scritta dai 10 membri eletti del Consiglio e proposta in aula dal rappresentante del Mozambico.

La Russia ha tentato di emendare il testo riportandolo a una bozza precedente che includeva la parola “permanente“, ma il tentativo è fallito.

Quattordici membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite hanno votato a favore della risoluzione, mentre gli Stati Uniti si sono astenuti.

“Questo Consiglio si è espresso a sostegno degli sforzi diplomatici in corso guidati da Stati Uniti, Qatar ed Egitto per ottenere un cessate il fuoco immediato e sostenibile, garantire il rilascio immediato di tutti gli ostaggi e contribuire ad alleviare le tremende sofferenze dei civili palestinesi di Gaza che hanno un estremo bisogno di protezione e di assistenza umanitaria”, ha detto l’ambasciatrice Usa all’Onu, Linda Thomas-Greenfield.

“Gli Stati Uniti sostengono pienamente questi obiettivi critici – ha aggiunto – In effetti, erano alla base della risoluzione che abbiamo presentato la settimana scorsa, risoluzione su cui Russia e Cina hanno posto il veto. Ma colleghi, il sostegno degli Stati Uniti a questi obiettivi non è semplicemente retorico. Stiamo lavorando 24 ore su 24 per renderli reali sul campo attraverso la diplomazia, perché sappiamo che è solo attraverso la diplomazia che possiamo portare avanti questa agenda”.

“Ci stiamo avvicinando a un accordo per un cessate il fuoco immediato con il rilascio di tutti gli ostaggi, ma non ci siamo ancora arrivati – ha concluso – Avrebbe potuto essere raggiunto mesi fa, se Hamas fosse stato disposto a rilasciare gli ostaggi. Invece continua a ostacolare la pace, erigere posti di blocco, nascondersi nei tunnel sotto le città di Gaza e sotto le infrastrutture civili e a nascondersi tra la popolazione civile”.

Non è mancata l’immediata risposta di Israele alla risoluzione dell’Onu.
In un post sul social X il ministro degli Esteri di Tel Aviv, Israel Katz, ha fatto sapere: “Lo Stato di Israele non cesserà il fuoco. Distruggeremo Hamas e continueremo a combattere finché l’ultimo dei rapiti non tornerà a casa”.

E, poco dopo, Benyamin Netanyahu ha annullato la partenza per Washington di una delegazione di alto livello israeliana. L’ufficio del premier ha fatto sapere che il motivo è l’astensione degli Usa all’Onu alla risoluzione su Gaza. Il voto degli Stati Uniti “è un passo indietro chiaro dalle posizioni costanti degli Usa dall’inizio della guerra”, ha detto l’ufficio. E ha aggiunto: “Questo ritiro colpisce lo sforzo bellico e per liberare i nostri ostaggi perché offre a Hamas la speranza che pressioni internazionali gli consentiranno di ottenere un cessate il fuoco senza liberare i nostri ostaggi”.

Il portavoce del Consiglio della sicurezza nazionale americana, John Kirby, ha spiegato che “la nostra decisione di astenerci non deve essere percepita come un’escalation da parte di Israele”.
E, commentado la decisione del premier israeliano di annullare la partenza della delegazione per Washington, Kirby ha detto: “Siamo molto delusi”.

Anche il portavoce del Dipartimento di Stato statunitense, Matthew Miller, è intervenuto, facendo notare che questa decisione “sorprende ed è spiacevole”.

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