I principali attori della scena politica del mondo occidentale hanno sostenuto alcune tesi, amplificate dai media mainstream, riguardanti il conflitto tra Russia e Ucraina, che si possono riassumere in questo modo.
La Russia ha invaso l’Ucraina con il proposito di distruggerla; la Russia ha invaso l’Ucraina con l’intenzione di annetterla per intero al suo territorio; in ogni caso, fra russi e ucraini è scoppiata una guerra vera e propria.
In questa narrazione, però, c’è qualcosa che non torna.
Come sempre lo Speciale vuole vederci chiaro, per cui, al di là della “propaganda di guerra”, si dovranno analizzare dei fatti incontrovertibili ai fini di una piena comprensione della situazione attuale e di quella futura.
1. La Federazione Russa non ha impiegato grandi forze militari, anzi la gran parte delle truppe rimane stanziata nelle basi in territorio russo. Per invadere un paese sarebbero necessari molti più militari e non si può dire che la Russia non li abbia.
2. L’esercito russo non è entrato nelle grandi città, fatta eccezione per Mariupol, e non ha ingaggiato combattimenti “casa per casa”. I russi si sono limitati a circondarle. Si tratta forse della nuova tattica militare utilizzata dai russo-siriani per la base americana di Al Tanf, cioè formare un anello intorno ad essa, isolarla e bypassarla, rendendo le truppe acquartierate nella base di fatto impossibilitate ad operare.
3. I russi vogliono uccidere meno ucraini possibile. I numeri dei caduti di questa guerra sono incontestabilmente assai modesti.
4. I russi stanno evitando di radere al suolo le città ucraine, forse per non doverle poi ricostruire. Odessa ad esempio la tengono sotto tiro con le navi da guerra, ma non la prendono d’assalto.
Dal genere di operazioni belliche, che la Russia sta conducendo in territorio ucraino, probabilmente il Cremlino vuole semplicemente smembrare l’Ucraina, annettendosi un vasto territorio orientale, che da Kiev scende verso sud passando a ovest del fiume Dniepr fino alla città di Mykolaiv, più tutta la fascia costiera che affaccia sul Mar Nero e sul Mar d’Azov. Non è chiaro se in questo territorio da annettere sarebbe inclusa la capitale Kiev o meno.
La parte restante dell’Ucraina, quella occidentale, sarebbe smilitarizzata mediante la sistematica distruzione di tutte le infrastrutture militari di rilievo e, poi, abbandonata a sé stessa.
L’Ucraina rimarrebbe così un paese allo sbando, senza accesso al mare e, per di più con una popolazione alla quale il governo ha consegnato armi da fuoco per fronteggiare l’”invasore russo”. Se questa è la reale intenzione del Cremlino, come appare probabile alla luce dei recenti sviluppi militari, è anche chiara la ragione per la quale Putin chiama quella in Ucraina “operazione militare speciale” e non “guerra”.
Francesco Tallarico



