Giallo nell’Artico scompare sommergibile nucleare russo

sabato, 8 Ottobre 2022
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Qualche giorno fa i media mainstream hanno dato notizia circa l’allarmante scomparsa dal campo visivo della Nato di un sommergibile nucleare russo di classe “Belgorod”. Per capire il senso di questa notizia, va precisato che normalmente ciascun servizio di intelligence militare di ogni superpotenza monitora gli armamenti messi in campo dalle altre. Specialmente la Federazione Russa, la Cina Popolare e la Nato.

Il sommergibile nucleare russo era stato rilevato nelle acque del Circolo Polare Artico dai servizi di intelligence della Nato, quando è improvvisamente “scomparso”. Per rilevare la presenza di un sottomarino, lo strumento classico era il sonar, anche se oggi esistono strumenti molto più sofisticati e tecnologicamente avanzati, come il “lofar”. Come ha potuto scomparire il sommergibile russo e diventare invisibile? La risposta è semplice: evidentemente il sommergibile ha utilizzato tecnologia “stealth”. Ma, di che sommergibile si tratta? Quello rilevato nell’Artico e poi scomparso è un sommergibile russo K-329 Belgorod, un bestione lungo 184 metri e largo 15, che utilizza un reattore nucleare a fissione per alimentare il motore elettrico. Il Belgorod possiede delle caratteristiche tecniche che lo rendono difficile da rintracciare. Perciò, se il sommergibile russo nell’Artico è scomparso, rendendosi invisibile ai sistemi di tracciamento della Nato, significa che la tecnologia stealth di cui è dotato funziona eccome!

Ma ciò che preoccupa di più del sommergibile russo Belgorod sono gli armamenti che può trasportare. Oltre ai già noti missili da crociera Kalibr, che sono stati lanciati dall’esercito russo sia in Siria che in Ucraina, il sommergibile Belgorod è in grado di trasportare anche i mini-sommergibili a controllo remoto di classe Klavesin e i pericolosissimi Poseidon, che possono essere senz’altro definiti come l’”arma dell’Apocalisse”. Il Poseidon è a tutti gli effetti un siluro nucleare, che può viaggiare ad una velocità massima di 100 Km/h, con una portata massima di 10.500 Km e ad una profondità operativa di 1.000 metri. Questo drone sottomarino senza pilota è dotato di una carica nucleare di circa 2 Mt, la cui esplosione può sollevare un’onda di tsunami – peraltro radioattiva – in grado di distruggere non solo qualsiasi città costiera o base navale, ma anche un intero paese.

Ora è diventato finalmente chiaro l’allarmismo, con il quale i servizi di intelligence della Nato hanno dato notizia ai media della scomparsa del sommergibile nucleare russo di classe Belgorod nell’Artico. Questo sommergibile infatti è una vera e propria “minaccia fantasma”, che può colpire con armi devastanti, senza essere rilevato, come e dove l’esercito russo desidera.

 

(Francesco Tallarico)

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