Il decreto attuativo è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 27 giugno 2022, il tanto atteso “bonus psicologo” diventa realtà ma come in ogni bella favola, le complicazioni non tardano ad arrivare.
Una misura molto attesa dal pubblico, soprattutto tra i giovani che riconoscono nella psicoterapia la possibilità concreta di essere aiutati e seguiti in un percorso, da un professionista che possa aiutarli a far luce sui loro dubbi, ombra sui loro limiti e che possa fornirgli l’unica arma infallibile in quella lotta continua che rappresenta la vita per molti, la consapevolezza di se stessi.
La verità, rivendicano i ragazzi, è che il fallimento fa più paura di ogni altra cosa. Nella società odierna il fallimento viene nascosto, occultato come un cadavere, siamo abituati a chiudere forte gli occhi per non guardarlo in faccia, o peggio, a pensare di poter fuggire da soli.
Una battaglia ricca di significato, carica di passione e forte di milioni di voci unite in coro dal desiderio di sentirsi accettati anche nelle proprie difficoltà, questo rappresenta per gran parte degli italiani il varo del “bonus psicologo”.
Il risultato?
Il budget destinato a questo pacchetto di aiuti è stato più che raddoppiato nel giro di poche settimane ed il numero di richieste, tuttora in crescita, ha rapidamente superato le stime degli esperti.
Mentre le premesse cantano vittoria però, i dati e gli psicologi stessi, sembrano volerci dire altro.
Il bonus, infatti, consiste in agevolazioni economiche di diversa entità versate ai cittadini su base ISEE, considerando candidabili redditi fino a 50 mila euro.
Più precisamente, si vuole destinare un totale di 200€ ai richiedenti che rientrano nella fascia più alta, fino ad arrivare ad un contributo di 600€ per le fasce inferiori. Ciò che non risulta evidente da questi numeri però sono fattori altrettanto importanti, quali la “data di scadenza” del bonus ed i prezzi elevati degli psicoterapeuti sul territorio italiano.
Un’analisi più approfondita rivela dunque che anche nel caso in cui un soggetto dovesse ricevere la forma di aiuto più consistente, questo equivarrebbe ad un totale di 7 sedute circa dal terapeuta “medio” in Italia.
Il prezzo medio su base nazionale è infatti di 85€/h nelle grandi città, poco meno spostandosi in provincia.
Per non parlare del secondo scheletro nell’armadio, la “scadenza” del bonus che va consumato per intero entro 180 giorni dalla data di accoglimento della domanda all’INPS.
Corretto dunque parlare di vittoria? Secondo molti professionisti, purtroppo, la risposta è “no”. Gli stessi diretti interessati, infatti, ritengono che questa iniziativa non sia altro che una toppa, peraltro malmessa, ad un problema esistente e di crescente intensità; una presa in giro, dicono alcuni, nei confronti di milioni di persone che in questo bonus avevano invece intravisto la luce.
Parlando di psicoterapia parliamo infatti di un percorso individuale, lungo e complesso in misura diversa in base al soggetto in esame.
Parliamo di un percorso che, proprio in quanto tale, non si sposa affatto con date di scadenza o limitazioni di altro tipo.
Parliamo della salute mentale di milioni di persone che oggi, in questo mondo, non riescono più a stare a galla e peggio ancora, hanno paura di dirlo.
Le iniziative diventano soluzioni solo nel momento in cui incontrano le vere esigenze di chi ne ha bisogno, tutto il resto è tentativo.
Da quest’ultimo però si può ripartire, perché ogni tentativo è a sua volta un passo verso la soluzione.
Di Gianluigi Gazerro
