ROMA. Tredicenne tenta il suicidio: l’ennesimo caso di Revenge Porn

mercoledì, 19 Ottobre 2022
1 minuto di lettura

Tra le condotte illecite, mediante l’uso delle nuove tecnologie, una delle più diffuse nel contesto italiano ed internazionale è senza dubbio il Revenge Porn.

Revenge Porn, letteralmente “Porno-Vendetta” rappresenta la diffusione di contenuti multimediali sessualmente espliciti, senza il consenso della persona ritratta. Ciò che è evidente è che questo tipo di situazioni incidono non solo su elementi penalistici, ma anche sulla tutela della riservatezza delle vittime. Il reato di Revenge Porn è infatti da poco previsto dal codice penale italiano. Prima infatti, non esisteva nel nostro ordinamento una norma dedicata a questa ipotesi di reato, ma la spinta è arrivata dopo alcuni fatti di cronaca. Questo fenomeno, di fatto, non ha età, coinvolge sia gli adulti che i giovanissimi.

Un esempio concreto e recente è quello della tredicenne romana che in seguito alla diffusione dei suoi video intimi, ha tentato il suicidio.
Le immagini della vittima sono state ampiamente condivise tra i suoi coetanei, senza il suo consenso. Successivamente la vittima è stata ricoperta di insulti, talmente forti da spingerla a compiere un gesto irreversibile, ovvero togliersi la vita. Fortunatamente, la giovane ha avuto la forza di reagire e di raccontare il tutto ai suoi genitori che hanno conseguentemente adottato la strada più giusta: denunciare. Da quel momento la vicenda drammatica è sotto esame degli inquirenti.

La storia di questa ragazza si intreccia con quella di un altro giovane disabile, picchiato da un gruppo di adolescenti. Di fatto, nel telefono di uno degli aggressori, sono stati rintracciati i contenuti multimediali che ritraevano la prima vittima. In seguito al ritrovamento di queste prove intangibili, uno degli aggressori è stato segnalato come possibile sospettato e conseguentemente rischia di trovarsi sotto inchiesta per Revenge Porn.

La rete costituisce una vera e propria trappola virtuale. A volte, la comunicazione mediata da uno smartphone o da un computer diventa un vero e proprio schermo, capace di invalidare i rapporti reali e quindi fisici. Oggi i ragazzi passano sempre più tempo utilizzando internet e la maggior parte senza il controllo o la supervisione di un adulto. Una delle peculiarità di internet riguarda proprio la questione della privacy, poiché tale piattaforma consente a tutti di accedere e di condividere i contenuti più svariati. La cronaca ci riporta frequentemente a questi casi e talvolta anche a veri e propri reati come appunto il Revenge Porn.

Il tema del Revenge Porn incide inevitabilmente sui diritti fondamentali di riservatezza, oltre che sull’onore, sulla reputazione e sulla libertà della sfera sessuale della vittima. Complice di questo fenomeno potrebbe essere anche la pandemia, la quale avrebbe aumentato le interazioni a distanza. La categoria più colpita sono proprio i giovani. Dunque, senza una adeguata cultura e una necessaria educazione digitale, fenomeni come il Revenge Porn, purtroppo, diventano estremamente diffusi, quando in realtà è molto importante combatterli.

Maria Tarnita

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.