La Sapienza: la tensione continua a crescere

domenica, 30 Ottobre 2022
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La tensione all’Università La Sapienza continua a crescere dopo gli scontri dei giorni scorsi tra studenti e polizia.

I ragazzi, dopo l’assemblea che è stata convocata nel pomeriggio del 27 ottobre, hanno deciso di occupare la facoltà di scienze politiche. “Mai più violenza sugli studenti” è uno degli striscioni dei ragazzi manifestanti.

Tutto è iniziato lo scorso 25 ottobre, quando l’Università ha ospitato un incontro con esponenti di Fratelli d’Italia, nel quale gli studenti si sono divisi: chi rivendicava il diritto a partecipare a un convegno organizzato dalla destra e chi si opponeva e cercava di occupare l’aula. In mezzo, l’intervento delle forze di polizia, le quali hanno tentato di ripristinare l’ordine.

Gli agenti sono intervenuti con l’intento di garantire la sicurezza e di tutelare il diritto di manifestare. Tuttavia la situazione è degenerata quando gli studenti hanno lanciato alcuni fumogeni e hanno tentato di forzare il blocco imposto dalla polizia.

Le forze dell’ordine hanno impedito l’assalto ad un luogo dove si teneva un evento legittimo, in cui deve essere garantita la libera opinione. Quest’ultima è uno dei diritti fondamentali garantiti dalla Costituzione italiana e nella stessa rientra anche la democrazia, la quale ribadisce il rispetto delle idee altrui.

Circa 500, tra ragazze e ragazzi, si sono riuniti poi per discutere quanto accaduto al convegno di martedì scorso. Gli studenti sono poi entrati nella facoltà di Scienze Politiche per rimanere dentro l’edificio ed occuparlo.

Il movimento studentesco “Cambiare Rotta” ha dichiarato «che le violente cariche sugli studenti hanno spinto gli universitari riuniti in assemblea ad occupare la facoltà di Scienze Politiche». E’ così che inizia il comunicato diffuso dagli occupanti.

La folla di studenti si è riversata nei corridoi della facoltà, intonando cori e chiedendo le dimissioni della rettrice. L’accusa è di aver permesso l’ingresso delle forze dell’ordine all’università e di aver evitato il confronto diretto con gli iscritti all’ateneo che dirige.

I manifestanti hanno affermato le loro motivazioni: «Vogliamo le dimissioni immediate della rettrice Polimeni e la garanzia che non verranno mai più fatte entrare le forze dell’ordine nell’ateneo. Richieste semplici, atte a ristabilire livelli minimi di democrazia e vivibilità nell’università, prendendo atto che le massime istituzioni interne alla Sapienza non sono state in grado di garantire la sicurezza degli studenti».

Gli studenti di “Cambiare Rotta” hanno poi continuato: «Questo Parlamento e questo Governo non ci rappresentano, come non ci rappresenta il governo del nostro ateneo. La violenza sugli studenti universitari romani ci ricorda le manganellate sugli studenti delle scuole superiori che protestavano contro l’alternanza scuola-lavoro, dopo gli omicidi di tre loro coetanei, morti di scuola e di profitto. Dalla Sapienza si alza, quindi, un grido di rabbia contro l’ipocrisia dell’intera classe politica. A partire dalle dimissioni della Rettrice e dalla pretesa di non vedere mai più forze dell’ordine nelle università, rialziamo la testa perché è tempo di cambiare rotta in questo Paese», concludono gli studenti.

L’università è per eccellenza un luogo di confronto, di pluralismo e di rispetto della libertà di espressione e come tale deve garantire il diritto di tutti ad esprimere le proprie idee.

Un auspicio futuro è trovare nuove forme di mediazione e conciliazione, che valorizzino lo strumento del dialogo come forma di risoluzione dei conflitti, evitando, di conseguenza, lo scontro e la violenza.

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