«La Russia deve pagare per i suoi orribili crimini. Lavoreremo con la Corte penale internazionale al fine di istituire un tribunale speciale per processare i crimini della Russia. Con i nostri partner, faremo in modo che la Russia paghi per la devastazione che ha causato, con i fondi congelati degli oligarchi e i beni della sua banca centrale».
Queste sono state le dichiarazioni di Ursula von der Leyen, in correlazione agli ultimi sviluppi del conflitto tra Russia e Ucraina. L’obiettivo della presidente è quello di strutturare una collaborazione tra l’Europa e la Corte penale internazionale, al fine di creare un organismo sostenuto dalle Nazioni Unite, che indaghi sui crimini di aggressione commessi dalla Russia nei confronti di uno stato sovrano.
La risposta di Mosca non ha tardato ad arrivare, difatti la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharo ha dichiarato che: «Ci saranno ritorsioni se l’Unione europea arriverà a confiscare le proprietà russe». La questione presenta molte complessità, tanto da aver generato opinioni contrastanti all’interno della stessa UE.
Difatti se da un lato alcuni paesi membri si sono mostrati, anche se non in maniera esplicita, favorevoli alla proposta risolutiva della Von der Leyen, altri sono stati più riluttanti nell’accettare la linea d’azione della presidente della commissione. Tra questi troviamo senz’altro la Francia.
Difatti Macron ha recentemente affermato che è necessario fornire garanzie di sicurezza alla Russia, ai fini di preservare la futura architettura di sicurezza europea.
In tal senso l’apertura di una trattativa per concludere la guerra, secondo il capo dell’Eliseo, potrebbe concretizzarsi se al tavolo dei negoziati si considerassero le richieste di Mosca a proposito del posizionamento della Nato nell’Est Europa.
Il segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale dell’Ucraina, Oleksiy Danilov ha risposto duramente alle parole di Macron, affermando che solo una Russia denunclearizzata e smilitarizzata potrebbe garantire il riavvio dei negoziati ed un conseguente accordo di pace.
Assieme all’Ucraina, anche la Lettonia ha espresso delle perplessità in merito alle affermazioni del governo francese. Difatti, ad avviso del ministro della difesa lettone Artis Pabrkis, il presidente Macron sarebbe caduto nella trappola di Mosca.
Secondo Pabrkis, affermare che l’invasione russa in Ucraina possa concludersi nel momento in cui l’occidente fornirà delle garanzie di sicurezza alla Russia, significa «cadere nella trappola della narrazione di Putin, secondo cui l’occidente e l’Ucraina son le responsabili della guerra e la Russia ne è la vittima innocente».
Alla luce di ciò, la domanda e probabilmente anche la risposta, sorgono spontanee: l’istituzione di un Tribunale speciale per i crimini russi potrebbe essere la svolta risolutiva del conflitto o al contrario comporterebbe un’escalation diplomatica e militare da cui sarà difficile retrocedere?



