La guerra si espande in Europa

martedì, 13 Dicembre 2022
1 minuto di lettura

Dalla guerra russo-ucraina a quello serbo-kosovara. Il conflitto rischia di estendersi. I teatri bellici sono differenti, ma le ragioni che alimentano la guerra sono identiche.

Il Kosovo giuridicamente è una regione della Repubblica Serba, ma di fatto è uno stato indipendente, nel quale le popolazioni di etnia albanese sono la maggioranza, mentre quelle di etnia serba sono una minoranza. Nel 2008, infatti, il Kosovo ha dichiarato la sua indipendenza, ma la Serbia non l’ha riconosciuta e ha spinto la comunità dei serbi etnici a sfidare le autorità di Pristina. Il nord del Kosovo, che “confina virtualmente” con la Serbia, è la zona nella quale la popolazione di etnia serba è più numerosa. Per questo l’Unione Euroepa ha dispiegato in loco una forza composta da 134 poliziotti di varie nazionalità, che hanno la funzione di mantenere la pace e l’ordine fra comunità serba e albanese del Kosovo. Qualche giorno fa, però, ignoti aggressori hanno scambiato colpi di arma da fuoco con i poliziotti di “Eulex” e hanno lanciato contro di loro una granata stordente. Domenica scorsa, poi, folle di serbi inferociti per l’arresto di un ex poliziotto si sono radunati presso i posti di blocco eretti il giorno precedente e hanno fermato il traffico ai due valichi di frontiera dal Kosovo alla Serbia. L’animosità tra le due etnie si è accentuata allorchè il Kosovo ha programmato le elezioni in quattro comuni a maggioranza serba, salvo poi revocarle per evitare il peggio.

Il presidente serbo Vucic ha tenuto domenica scorsa una riunione del Consiglio di sicurezza nazionale, per far fronte all’aggravarsi della situazione.

Ma, quali sono i retroscena che si celano dietro gli accadimenti? Come al solito Lo Speciale vuole vederci chiaro e soprattutto aiutare i propri lettori a capire le motivazioni reali.

La Serbia con il presidente Vucic è schierata con Putin e si rifiuta di applicare alla Russia le sanzioni deliberate dall’Unione Europea. Il Kosovo, invece, è schierato con la Nato e l’Unione Europea. Già nel maggio dell’anno in corso, “la presidente” del Kosovo, Vjosa Osmani, commentando l’accordo raggiunto nel corso di una telefonata tra Vucic e Putin su un nuovo contratto triennale per le forniture di gas russo a Belgrado, ha dichiarato: “Vucic ha scelto di allearsi con un criminale di guerra e finanziare la guerra di Putin, su un Europa unita, pacifica e prospera”.

La guerra tra Russia e Ucraina appoggiata dalla Nato sta polarizzando l’Europa. La tensione, infatti, non aumenta soltanto fra serbi e kosovari. Anche in paesi dell’Ue, i cui governi sono schierati con l’Ucraina, come Austria, Germania e Italia, sono sempre più numerosi i cittadini che manifestano chiedendo la revoca delle sanzioni alla Russia e l’avvio di trattative di pace. Insomma, il conflitto russo-ucraino non solo non si placa, ma si estende pericolosamente all’intera Eutopa.

 

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.