Calo delle nascite in Cina: cosa c’è dietro?

lunedì, 23 Gennaio 2023
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Cina, registrato per la prima volta dal 1961 un calo demografico.
La popolazione cinese, ha annunciato il National Bureau of Statistics (BNS) in un rapporto, è diminuita di circa 850.000 persone nel 2022. Questo sintomo è conseguenza dell’aumento del benessere, ma come spiegarlo?
Quella del calo demografico cinese è il culmine di una crisi già pronta ad esplodere nel 2013; anno in cui la corte suprema cinese ha abolito la politica del figlio unico. La via della liberalizzazione procede nel 2021, aprendo la possibilità alle famiglie cinesi di avere fino ad un massimo di tre figli.
Piccoli passi, quelli mossi negli anni precedenti, nel tentativo di arginare il mutamento manifestatosi questa settimana e probabilmente definitivo: il percorso demografico cinese si sta muovendo nella direzione dei Paesi occidentali.
Come si motiva questo regresso-progresso?
I Paesi più lontani dal benessere occidentale sono: Africa, Asia e America Latina, nonché i territori più abitati del mondo.  Piaga, quella del calo demografico, che oltre ad affliggere ormai notoriamente l’Italia (la variazione della crescita demografica registrata nel 2021 ha raggiunto il -0,6%), sembra essere sbarcata anche in Cina. Dove, visti gli ormai 60 milioni di milionari, stanno aumentando la ricchezza media e il benessere collettivo.
Ma perché la ricchezza è nemica della crescita demografica?
Tra i più immediati esempi rintracciabili nella storia, la situazione dell’Italia nel dopoguerra, quando il numero esponenziale anteguerra dei figli pro capite ha subito un drastico decremento.
Fino a giungere alla situazione attuale sullo scenario dei Paesi più sviluppati. L’aspettativa di vita si allunga, aumentano le persone non produttive in pensione a discapito dei lavoratori, provocando nel tempo conseguenze anche sulla crescita economica e dunque sul PIL.
In una società sempre più ricca, scelte drastiche incombono per non privarsi del benessere. Lasciando ormai nelle mani di pochi all’interno del “modello demografico occidentale”, l’adesso divenuta impopolare decisione dell’avere figli.
Maria Longobardi

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