L’accordo tra le banche centrali di Russia e Iran, sottoscritto il 29 gennaio, che collega i loro sistemi di trasferimento interbancario, è un evento rivoluzionario destinato a sconvolgere il mondo intero. Fino alla firma di questo storico accordo l’unico sistema utilizzabile per le transazioni internazionali era Swift, che è una società con sede a Bruxelles e controllata quasi interamente dagli Usa. D’ora in avanti 52 banche iraniane che già utilizzano il Sepam – sistema di telecomunicazione interbancario iraniano – si collegheranno con centinaia di banche, che utilizzano lo Spfs, l’equivalente russo del sistema di messaggistica bancaria occidentale Swift. Il presidente della Duma russa, Viacheslav Volodin, che si trovava a Teheran, per definire gli ultimi dettagli, ha confermato che la quota di regolamenti reciproci nelle valute russa, rublo, e iraniana, rial, già supera il 60% e ciò attesta il successo dell’uso congiunto dei sistemi di pagamento nazionali Mir e Shetab. Questo sistema non soltanto consentirà alla Russia e all’Iran di aggirare le sanzioni occidentali, ma sarà in grado di risolvere le questioni relative alla cooperazione reciprocamente vantaggiosa e di conseguenza di aumentare gli scambi commerciali tra i due paesi.
In una prospettiva futura, secondo l’ambasciatore iraniano a Mosca, Kazem Jalali, il rublo russo diventerà la valuta principale non soltanto negli scambi Russia-Iran, ma anche in tutte le transazioni internazionali dei paesi aderenti all’Unione Economica Eurasiatica (Ueea). Non desta molto stupore il fatto che il Sud del mondo stia prestando molta attenzione a questo meccanismo internazionale, che consente di aggirare la Swift e quindi il controllo di Washington. Il successo di Sepam-Spfs incoraggerà sicuramente altri accordi bilaterali o addirittura multilaterali tra stati.
Ma, le brutte notizie per gli Usa non finiscono qui. Anche la Cina Popolare ha creato un proprio sistema di messaggistica interbancaria, denominato Cross-Border Inter-Bank Payment System ed è ansiosa di interfacciarsi con la Russia. Il problema, però, è che Washington ha minacciato di espellere le banche cinesi da Swift, se si interconnettono con le banche russe. Resta da vedere cosa farà la Cina anche se un sempre maggiore inasprimento dei rapporti con gli Usa sembra ormai evidente. Parallelamente anche i Brics – Brasile, Russia, India, Cina, Sudafrica – stanno approfondendo lo sviluppo di un sistema di pagamenti finanziari reciproci e di una valuta di riserva. E il club dei paesi aderenti al Brics sta per ingrandirsi, dal momento che una dozzina di paesi, fra cui Argentina, Arabia Saudita e Indonesia, hanno chiesto di essere ammessi come nuovi membri di quello che sarà il Brics +. Cosa faranno gli Stati Uniti che sono indebitati per oltre 30.000 bilioni di dollari e che sono in recessione? Espellere i paesi del Brics+ da Swift potrebbe cagionare danni maggiori proprio agli Usa.



