La politica internazionale si è rimessa improvvisamente in moto intorno alla guerra tra Russia e Ucraina. Qualcosa di grosso evidentemente bolle in pentola.
Il presidente Vladimir Putin martedì scorso ha pronunciato un lungo discorso dinanzi all’assemblea federale russa, in merito a quella che non ha più chiamato “operazione militare speciale”, ma guerra vera e propria. I temi trattati da Putin sono stati moltissimi. Ciò che interessa ai fini di questa analisi geopolitica è questo: Putin ha annunciato un piano di maggiore sostegno all’industria bellica, lo sviluppo di nuove armi e la sospensione del trattato New Start sulla limitazione degli ordigni nucleari e dei loro vettori. Ciò in quanto, ha detto Putin, “è in gioco la nostra esistenza” come popolo russo.
Biden, dal canto suo, si è recato in visita ufficiale in Ucraina, ribadendo il suo sostegno a Zelensky. Poi é volato in Polonia, a Varsavia, dove ha tenuto un contro-discorso. “Kiev è forte, resiste e continua ad essere libera”, aggiungendo “Putin sperava in una resa, ma si sbagliava”.
Putin e Biden hanno espresso concetti forti e risoluti. Ma, è rottura definitiva? Forse no. Per capirlo è necessario mettere in fila altri avvenimenti. Ad esempio il fatto che la nostra presidente del Consiglio si sia recata a Kiev ed abbia dichiarato a Zelensky che “l’Italia darà ogni possibile assistenza perché si creino le condizioni per un negoziato, ma fino ad allora darà ogni genere di supporto militare finanziario e civile”. Se Giorgia Meloni ha parlato di negoziato, vuol dire che dietro le quinte le parti stanno cercando una via d’uscita dal conflitto in corso.
Il comportamento dei funzionari di governo cinesi è ancora più ambiguo. La Cina Popolare, da una parte annuncia una prossima visita a Mosca di Xi Jinping e quindi pieno sostegno a Putin, dall’altra ha inviato a Mosca il suo Ministro degli Esteri, Wang Yi per approntare con il Ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov un piano di pace, per porre fine alla guerra in Ucraina. D’altronde, la Cina si avvantaggia della guerra in Ucraina fino a che questa rimane una guerra a bassa intensità. Infatti, l’impegno economico e militare, profuso dagli Usa in favore dell’Ucraina, li tiene lontani dal Mar Cinese Meridionale. Ma se la guerra si trasforma in un catastrofico conflitto mondiale, la Cina ha tutto da perdere e nulla da guadagnare. La Cina infatti ha fatto una scelta di campo: nel caso di un conflitto mondiale starà dalla parte della Russia, perciò la rottura con gli Usa sarebbe inevitabile.
In conclusione, la Polonia entra in guerra a fianco dell’Ucraina e scoppia la terza guerra mondiale? Oppure è in vista un negoziato e quindi Usa e Russia alzano la posta per ottenere il più possibile? Propendo per la seconda ipotesi. Come dice il proverbio “can che abbaia non morde” e Putin e Biden stanno abbaiando più forte che mai.



