Appendino indagata per falso in atto pubblico

martedì, 17 Ottobre 2017
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PIAZZA SAN CARLO, TURIN, ITALY - 2016/12/02: Chiara Appendino, mayor of Turin, speaks during a demonstration to support the 'No' to the constitutional referendum. Italians will be called on December 4 to vote in a referendum proposed by government, on the reform of the Constitution adopted in 1947. (Photo by Nicolò Campo/LightRocket via Getty Images)

Falso in atto pubblico. Sarebbe questa l’ipotesi di reato per la sindaca di Torino, Chiara Appendino e per l’assessore al Bilancio, Sergio Rolando, che avrebbero ricevuto oggi un avviso di garanzia nell’ambito dell’inchiesta su Ream Westinghouse. 

L’indagine riguarderebbe le scelte che hanno portato a non iscrivere a bilancio la restituzione dei 5 milioni di euro di caparra dovute alla Ream per l’annullamento del progetto sull’area ex Westinghouse.

 “Vi comunico – ha confermato la sindaca – che mi è appena stato notificato un avviso di garanzia dalla Procura di Torino per la vicenda Ream. Sono assolutamente serena e pronta a collaborare con la magistratura, certa di aver sempre perseguito con il massimo rigore l’interesse della Città e dei torinesi”.

In una nota, Appendino aggiunge: “Desidero essere ascoltata il prima possibile al fine di chiarire tutti gli aspetti di una vicenda complessa relativa all’individuazione dell’esercizio di bilancio al quale imputare un debito che questa amministrazione mai ha voluto nascondere”.

Repubblica spiega cosa rischia la sindaca di Torino: “Per ora si è alla fase preliminare delle indagini, se la sindaca fosse rinviata a giudizio e poi condannata la pena prevista per questo reato va da uno a sei anni di reclusione. Inoltre le regole al momento in vigore all’interno del Movimento 5 Stelle prevedono, in caso di condanna, anche solo in primo grado, le dimissioni dalla carica ricoperta.”

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