E’ tra le opere letterarie più celebri del XX secolo ed è il libro più tradotto dopo la Bibbia con oltre 200 milioni di copie vendute in tutto il mondo.
“Il piccolo principe” di Antoine de Saint-Exupéry fu pubblicato per la prima volta 80 anni fa, il 6 aprile 1943 a New York dalla casa editrice Reynal & Hitchcock nella versione inglese e solo dopo qualche giorno in francese.
La storia dell’incontro tra un aviatore, che a seguito di problemi tecnici era atterrato nel deserto e un bambino, divenne il più celebre dei racconti dello scrittore, nato a Lione il 29 giugno del 1900.
De Il piccolo principe, oltre alle centinaia di riedizioni, sono stati realizzati cartoni animati, fumetti, film d’animazione e anche spettacoli teatrali.
Il libro ha molti riferimenti autobiografici. Antoine de Saint-Exupéry appassionato di aviazione, aveva il brevetto di pilota civile preso nel 1921 e successivamente fu pilota militare.
Nel 1935 ebbe un incidente aereo che lo costrinse a trascorrere dei giorni nel deserto libico. Raccontò questa disavventura nel libro “Il volo interrotto” e con tutta probabilità, questo episodio gli diede l’idea per il suo capolavoro.
Ispirati dalle sue avventure nei cieli, i racconti di Saint-Exupéry affrontano temi profondi che riguardano la forza dei sentimenti, l’amicizia e soprattutto, il rimpianto dell’infanzia.
“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”.
La storia del piccolo principe che viveva su un asteroide non ha mai smesso di appassionare adulti e bambini.
E’ contemporaneamente un racconto per l’infanzia, il testo originale è illustrato da 150 disegni realizzati dallo stesso scrittore e anche un romanzo per adulti perché ad una lettura più profonda, si rivela una metafora della vita.
Anche per questo è un libro così popolare e così amato.
Il principe è il bambino che vive in tutti noi e che con la sua ingenuità è l’unico che studia a fondo le persone per conoscerle davvero.
“Non si vede bene che con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Questa è la verità che pochi vedono perché si fermano alle apparenze. La morte di Antoine de Saint-Exupèry è un mistero insoluto o forse ci piace pensarla così.
Il 31 luglio del 1944 il suo aereo viene dato per disperso mentre era in missione e attraversava la regione di Grenoble-Annecy.
Solo nel 1998 un pescatore di Marsiglia ritrovò, tra le maglie di una rete da pesca, un braccialetto d’argento appartenuto allo scrittore.
Molti anni più tardi, nel 2004, viene recuperato sempre nei pressi della costa marsigliese, a oltre settanta metri di profondità, il relitto del suo velivolo. Fu riconosciuto senza ombra di dubbio tramite il numero di serie presente sulla carlinga.
Si pensò all’abbattimento da parte di un aereo tedesco ma non vi erano buchi di proiettili sulla superficie.
Le ragioni della caduta in mare sono tuttora oscure e il suo corpo non è stato mai ritrovato. Si racconta che prima del suo ultimo decollo lo scrittore avesse confessato a un amico: “Vorrei sparire proprio come il mio piccolo principe”.
Sofia Barilari
