L’era Schlein inizia con il Partito Democratico più diviso che mai: la segretaria e il Presidente Bonaccini hanno ideali totalmente opposti e il senatore Cottarelli si è già detto insicuro sul suo futuro all’interno del partito, soprattutto per il rapporto con i 5 stelle. Inoltre, lo scontro con De Luca apre una nuova frontiera sulla quale la Schlein punta tutte le sue armi, commissionando il governatore e inviando l’ex CGIL Camusso e il senatore Misiani.
De Luca non si è risparmiato sulle critiche verso il nuovo PD della Schlein, dichiarando: “Vengo da una grande e glorioso partito che è tuttavia morto tra gli applausi. In quel partito c’erano uomini che si chiamavano Enrico Berlinguer, Amendola, Nilde Iotti, Terracini. Oggi abbiamo un po’ di arte povera tra di noi, rischiamo di morire tra le bandiere al vento”. Il governatore della Campania si dice pronto a correre da solo per il terzo mandato, forte anche dell’appoggio di Bonaccini e di numerosi membri della sinistra.
Ad ora, l’effetto Schlein sembra puntare ad un’impresa epocale ovvero portare il PD sotto il 15% nei sondaggi. I malumori tra gli elettori democratici sembrano crescere a vista d’occhio. Lo svecchiamento tanto sperato, non sembra essere arrivato. Appare oramai evidente che Elly Schlein non sia Alexandra Ocasio-Cortez ma sia molto più vicina (ideologicamente) ad una Kamala Harris, ovvero, è molto piu vicina alla sinistra populista che al socialismo democratico e radicale della Ocasio-Cortez.
Indubbiamente, possiamo dire inoltre che tra i sostenitori della segretaria non figurino personaggi molto apprezzati dall’opinione pubblica. L’esempio piu eclatante di ciò è Carlo De Benedetti, fan sfegatato della Schlein, arrivato a supplicarla di “liberarci al più presto da questa massa di incompetenti” mentre chiamava il Presidente del Consiglio demente affermando che: “Giorgia Meloni dimostra demenza, perché è contro l’interesse suo e del nostro Paese”.
Riccardo Maria Losacco
