Madonnina di Trevignano: per la medium non c’è santo che aiuti ora

giovedì, 13 Aprile 2023
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Se lo scorso 3 aprile, giorno in cui abbiamo ricevuto l’ultimo messaggio della madonna, non si parlava ancora di truffa, a distanza di quasi un mese potremmo dire di avere la quasi certezza di trovarci di fronte ad una bella truffa, una di quelle con la T maiuscola. Una truffa che sarebbe stata ben pensata e messa in campo dalla veggente Gisella Cardia e dal suo fedelissimo marito secondo le accuse.

In queste settimane la procura di Civitavecchia ha svolto delle indagini per provare a far luce, una volta per tutte, su questa vicenda.

Tra le tante cose è venuto a galla che la medium, qualche mese prima del viaggio a Medjugorje -dove tra l’altro acquistò la madonnina in questione-, venne accusata di truffa fraudolenta, ma fu poi scagionata. Si sta poi vagliando l’ipotesi, sostenuta dall’investigatore privato Andrea Cacciotti, che il sangue uscito dagli occhi della statuina apparterrebbe ad un maiale, è subito shock per i fedeli. Inoltre in molti si chiedono in che modo venga impegnato quel denaro che, i sostenitori, donano assiduamente all’associazione “La Madonna di Trevigiano Romano ONLUS”, fondata nel 2019 e gestita dalla stessa Cardia.

In tutto questo marasma la rabbia, sia dei fedeli che del vescovo, è tanta. Quest’ultimo ha infatti deciso di abolire il simulacro, senza pensare però alle conseguenze.

Perciò, se dopo le accuse alla medium i fedeli erano spiazzati, dopo la risoluzione del vescovo sono letteralmente infuriati. Di fatto il vescovo ha provato a mettere tutto a tacere con un colpo solo, peccato però che non ha preso la giusta mira, forse era la veggente che andava allontanata?  

In realtà la stessa Cardia sembrerebbe non pervenuta da parecchi giorni, c’è chi dice che sia andata in vacanza, chi sostiene che si sia ritirata in preghiera in un convento, e chi addirittura afferma che sia stata aggredita assieme al marito.

Forse la medium, più furba di quanto si possa pensare, teme di poter essere accusata di “abuso della credulità popolare” (art. 661 del codice penale)? Anche perché, una volta davanti al giudice, non c’è santo che potrebbe salvarla se le prove saranno inconfutabili.

Di Francesca Pandolfi

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