Schlein rivoluzionaria? Macché, sembra Forlani

domenica, 23 Aprile 2023
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Schlein, che delusione: la luna di miele con il “popolo” della sinistra, appena cominciata, è già finita. Il motivo? Elly svicola sui temi più spinosi. E, quando alla fine si decide a parlare, nessuno capisce quello che dice.

Sintomatico il caso dell’inceneritore di Roma, fortemente voluto dal sindaco Roberto Gualtieri quanto ferocemente osteggiato dal M5S. Era il primo, impegnativo banco di prova per la neosegretaria. Tutti si aspettavano che la Schlein mostrasse la stoffa della leader assertiva: o scegliendo la via di “sinistra” (e quindi sconfessando il sindaco di Roma), oppure, al contrario, confermando la linea del Pd (e quindi sfidando apertamente i grillini e le loro quinte colonne dentro il partito). Sia con la prima soluzione sia con la seconda, la leader piddina avrebbe comunque operato una scelta chiara e netta, facendo intravedere la sua prospettiva di guida del Pd. Invece…

Invece Schlein ha scelto la via peggiore, quella di non assumersi alcuna responsabilità. Elly non si opporrà alla costruzione dell’impianto, ma non perché sia d’accordo con Gualtieri, bensì perché sostiene che si tratta di una «decisone che abbiamo ereditato». Se la leader Pd fosse un personaggio della Divina Commedia, Dante l’avrebbe sicuramente collocata nel girone degli ignavi. Con questa risposta, Elly ha deluso tutti. Ha deluso gli ecologisti, perché alla fine darà il via libera al termovalorizzatore. E ha deluso anche i pragmatici “modernizzatori”, perché fa capire di essere sensibile ai richiami dell’ideologismo green (anche se poi non dimostra la capacità di promuoverlo). In conclusione, un vero disastro.

Se fosse stato per la Schlein, la decisione sull’inceneritore di Roma sarebbe stata  rimandata all’infinito. C’è voluta la perfidia di M5S e sinistra green a stanarla grazie alla mozione contro l’impianto presentata in Parlamento. Nei giorni precedenti, la sola “risposta” fornita dalla leader del Pd sull’inceneritore era degna dei migliori maestri di politichese della Prima repubblica: «Ci confronteremo con i nostri amministratori locali sul tema della transizione».

Aiuto! Tanti militanti piddini sicuramente avranno pensato: «Aridatece Enrico Letta! Avrà pure l’appeal di una foca monaca, ma almeno ha dimostrato il coraggio di prendere posizione chiara sulle questioni più serie». Immaginate anche lo sconforto dell’opinione pubblica di sinistra-sinistra, quella che s’è improvvisamente ridestata il 27 febbraio scorso dalla depressione grazie all’elezione di Schlein alla segreteria Pd. Pensavano di aver incontrato Rosa Luxemburg, invece si sono ritrovati… Arnaldo Forlani.

E sì, perché l’oscurità dell’eloquio di Elly la pasionaria non ha nulla da invidiare alla vaghezza di Arnaldo il democristiano, con la differenza che la Schlein non deve guidare un partito-Stato su cui convergono grandi interessi sociali ed economici, ma un partito a rischio marginalità, che ha bisogno di uscire dal pantano con scelte chiare e parole forti.

In più, la Schlein ci mette di suo un spiccata propensione al linguaggio involuto e al ragionamento contorto. Ecco a  esempio un passaggio emblematico della sua recente conferenza stampa, assai rappresentativo del suo modo di parlare senza farsi capire e del suo modo di ragionare senza arrivare a conclusione: «Ci piace portare il Pd verso un futuro che, anche grazie alle nuove norme europee, sempre di più investa e costruisca dei cicli positivi, diciamo, della circolarità uscendo dal modello lineare». Alla fine, dopo più di un’ora di conferenza stampa, i giornalisti si sono chiesti:  «Ma che ha detto?».

La delusione del “popolo” della sinistra, già comincia a dare qualche segno di insofferenza. Dopo l’impietosa riproposta su youtube dei passaggi più oscuri della conferenza stampa, sono esplosi frizzi e lazzi sulla rete. La battuta con più like è stata questa: «Elly ha sbloccato un nuovo livello di supercazzola». Il riferimento è al film comico “Amici miei”.

«Non c’hanno visti arrivare», ha detto, trionfante, Schelin  subito dopo la sua vittoria alle primarie. Il problema è che adesso nessuno riesce ancora a vedere dove vogliono andare, Elly e i suoi compagni. È solo, sempre, un problema di vista o distrazione?

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